Santerno da “bollino rosso”: stop ai prelievi da Arpae. Canale dei Molini chiuso e presto a secco. Via al prelievo dei pesci dal canale. Agricoltori in pressing sulla Regione per ottenere una deroga urgente.
Scatta il “semaforo rosso” dell’Arpae per il fiume Santerno. A causa della prolungata assenza di piogge, la Regione ha ordinato il blocco dei prelievi dal corso d’acqua. Questa decisione manderà a breve completamente in secca lo storico Canale dei Molini, che si alimenta proprio dal Santerno all’altezza della diga di Codrignano. A lanciare l’allarme è lo stesso Consorzio del Canale dei Molini: “Siamo costretti a chiudere, non dipende da noi”.
A differenza del passato, quando anche nei periodi di maggiore siccità veniva garantito un Deflusso Minimo Vitale all’interno del canale, le normative attuali impongono lo stop totale in caso di un bollettino di questa gravità (che viene aggiornato settimanalmente). La ratio del provvedimento è chiara: la tutela dell’ecosistema del fiume naturale è ritenuta prioritaria rispetto a quella del canale artificiale.
Il divieto di prelievo idrico dai corpi idrici superficiali, come previsto negli atti di concessione rilasciati, entra immediatamente in vigore quando lo stato idrologico dei corsi d’acqua è al di sotto del deflusso minimo vitale. Tale valore deve essere rispettato a valle del prelievo.
La chiusura imminente impone una complessa e urgente operazione di salvataggio della fauna ittica. L’obiettivo delle prossime ore è recuperare i pesci rimasti intrappolati prima che si verifichi una morìa, evitando così il triste spettacolo delle carcasse galleggianti. Si cercherà di mettere in salvo la fauna nel limite del possibile, ma la rapida scomparsa dell’acqua renderà le operazioni estremamente complesse. Con il canale destinato a rimanere in secca per un periodo indefinito, a venire meno non saranno solo i pesci, ma l’intero ecosistema di fauna e microfauna locale.
Nel frattempo cresce la preoccupazione degli agricoltori, privati di un importante approvvigionamento irriguo proprio nel momento più critico della stagione. Le associazioni di categoria si stanno già mobilitando, in forte pressing sulla Regione, per chiedere una deroga urgente che consenta di ripristinare il flusso d’acqua e salvare i raccolti ormai a rischio.
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