IL NUOVO PONTE SUL SANTERNO: si apre uno spiraglio. Se da un lato ci sono le elezioni (e serve carne al fuoco) dall’altro ci sono le esigenze di una città e del suo traffico stradale: quel ponte poteva essere costruito 20 anni fa. Mentre l’ultimo tratto dell’asse attrezzato non è ancora stato cominciato (eccetto la rotonda scatolare con sottopassaggio) l’amministrazione comunale vuole mettere le mani avanti. SI tratta di un’opera (assieme a quello nuovo sulla Tosa, di cui abbiamo parlato per primi, nel 2020) molto richiesta e attesa dai cittadini.

(foto realizzata con IA, secondo l’ubicazione e le foto presentate nella commissione)

Sappiamo bene che il nuovo ponte sul Santerno era stato individuato come un’opera necessaria già una ventina di anni fa, quando l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari subì una ingente ristrutturazione, con la demolizione dell’edificio dei vecchi box e la costruzione dei nuovi. I fondi (Protezione Civile) destinati all’Enzo e Dino Ferrari servivano alla realizzazione di opere proprio come il nuovo ponte sul Santerno ma vennero utilizzati solo per l’autodromo (I circa 10 milioni arrivarono sul Santerno dal Ministero della Infrastrutture e seguiti da un’ordinanza della Protezione civile, per “l’urgente messa in sicurezza dell’autodromo.” A patto che venissero realizzate anche infrastrutture per garantire maggiore sicurezza in caso di eventi con molto pubblico, come ad esempio un nuovo ponte sul Santerno. Peccato che quel ponte non vide mai la luce e oggi, ad ogni grande evento il deflusso del pubblico è in affanno.) L’Infrastruttura essenziale per i grandi eventi e lo stesso traffico cittadino. Ad oggi, il traffico pesante è convogliato prevalentemente in viale della Resistenza come collegamento col casello dell’autostrada, creando non pochi disagi (e non ne beneficia il livello di inquinamento)


IL NUOVO PONTE – UBICAZIONE


Dando uno sguardo al rendering, l’impalcato si troverebbe all’altezza del Toys. Il ponte, dall’altra estremità approderebbe in via Grazidei, all’altezza degli orti anziani, dall’incrocio con via Banfi. Sarà interessante capire come si coniugherà l’opera con il fiume Santerno (dal momento che parliamo di una zona che si è allagata in alcuni eventi di piena, quindi capire se la strada sarà sopraelevata o meno, all’estremità del ponte). Nelle ipotesi dello studio proposto nel rendering, vediamo due soluzioni: uno con campata ad arco, con un’estetica che ricorda il nuovo ponte di Carseggio. Oppure quello con arcata a trave. In ogni caso si propende per la campata unica, soluzione ormai d’obbligo per evitare pile nei fiumi, sistema ormai superato e rischioso per la sicurezza fluviale.

Dubbi sul traffico


Nello studio, verrebbe costruita una rotatoria sulla via Emilia, all’altezza del centro commerciale. Stiamo parlando di un punto estremamente trafficato. Reso ancora piu caotico con la recente apertura di un nuovo supermercato. Se da un lato potrebbe esserci l’aumento della sicurezza stradale e una maggiore sicurezza ingresso/uscita dal centro commerciale, dall’altro c’è il rischio code.

I COSTI


I costi ,certamente non facili, si attestano attorno ai 30/35 milioni di Euro per una lavorazione complessiva di un lustro tra burocrazia varia e svolgimento dei lavori. L’ente di Piazza Matteotti vuole preparare una progettistica in modo da trovarsi pronta nell’intercettazione di fondi dedicati a questa tipologia di opere.

Nel Documento di fattibilità delle alternative progettuali presentato in Commisione, si è parlato anche di questa nuova opera, definita dal Comune “un ulteriore tassello inserito nell’ambito degli interventi di rafforzamento e sviluppo complessivo della rete dei collegamenti viari est-ovest e nord-sud del territorio comunale. L’infrastruttura rappresenta un passaggio fondamentale per migliorare la mobilità urbana ed extraurbana e potenziare l’accessibilità alle principali direttrici di traffico. Il percorso di progettazione contribuirà inoltre ad alleggerire la pressione sulla viabilità esistente, aumentando la sicurezza stradale e riducendo i tempi di percorrenza. L’intervento si inserisce in una visione organica di pianificazione urbanistica. Particolare attenzione sarà riservata all’integrazione paesaggistica dell’opera e alla minimizzazione dell’impatto ambientale. Seguiranno poi tutte le fasi previste dal codice degli appalti per lo sviluppo dell’opera.