È il 29 settembre del 2016 quando una donna scrive direttamente a Epstein: “Oggi ho un concerto a Imola”, lui le risponde “cercherò di liberarmi domani, spero di farcela”. A quel punto il dialogo prosegue con lei che scrive: “ok, alle 3.20 a Bologna è fantastico! Ancora non ci posso credere che domani sera ti rivedrò! E’ fantastico Jeffrey!!!!”. Lui mette avanti le mani però e le dice che “potrebbe avere una sola notte libera”. Fonte foto : Dipartimento della Giustizia USA.

Ghislaine Maxwell tra gli stand del Cosmoprof, le “ragazze” di Jeffrey in tour per l’Italia arrivate al Marconi e un incontro del finanziere pedofilo sotto le Due torri con una misteriosa amante a Imola per un concerto. É quanto si legge tra le pagine degli Epstein Files. A dirlo é Repubblica.

Nei 3 milioni di messaggi pubblicati dal Dipartimento di Giustizia americano relativi a Jeffrey Epstein, il nome di Bologna spunta almeno 170 volte. L’ultima risale a un verbale del 2021 dell’Fbi, quando il finanziere pedofilo era già stato rinvenuto senza vita. . Si tratta della testimonianza di una persona, una donna probabilmente anche se i nominativi sono stati oscurati, che racconta di aver incontrato Ghislaine Maxwell, la compagna di Epstein a Bologna nel 2001 durante una fiera, forse il Cosmoprof.

Al verbale sono però allegate una serie di mail che la testimone invia all’Fbi il giorno successivo in cui ricorda l’incontro con Maxwell al Cosmoprof allegando una serie di foto. E scrive: “Gm con una giacca di pelle rossa. Ebbi la sensazione che ci stavano spiando, continuavo a vederli intorno e avevo una sensazione strana al punto che decisi di scattare queste foto mentre ci spiavano”.

Come scrive Repubblica – Più significativa la sequenza di mail risalente alla primavera del 2018 e indirizzata a Lesley Groff, la segretaria che per vent’anni ha organizzato i viaggi di Epstein ed è accusata dalle vittime di essere stata complice dei suoi traffici. Tra le tante colpisce quella di una ragazza, che scrive da Parigi. Chiede a Groff se sia a conoscenza del tempo di permanenza di Epstein nella capitale francese: afferma di dover “restare fino a quando lui non parte”.

Poi però si informa sulla possibilità da parte della segretaria di pianificare per lei e un’amica che sta in Russia una vacanza in Italia che ha come prima tappa Bologna. Spera che Groff possa “parlare a Jeffrey di tutto questo”. Aggiungendo “Voglio fare quello che vuoi tu” con un emoticon sorridente. Groff interpella Epstein, che risponde, laconico: “yes”. 

Le due passeranno la notte del 22 maggio a Bologna, al Carlton, a spese di Epstein, anche se la carta è a loro nome. Anche in questo caso- scrive sempre il quotidiano Repubblica – la mail alla segretaria svela un rapporto di totale assoggettamento: “Per favore dimmi cosa vuoi che faccia”. Groff risponde: “Jeffrey lascerà Parigi il 20 o il 21, cosi il 22 maggio è la data confermata per te e xx”. La rassicura: “ho ottenuto il permesso”. Il permesso, dice. 

Groff pianifica l’itinerario delle due con una certa Kathy di Centurion, un’agenzia russa, il viaggio a partire dall’atterraggio al Marconi. Kathy spiega che le “girls” staranno in hotel a Bologna per una notte e che possono condividere la stanza. Basta anche un 3 stelle. Specifica che una di loro ha più di 25 anni e quindi può noleggiare un’auto all’aeroporto di Bologna. Sottolineando più volte che userà la sua carta di credito. Oggetto della mail: American Express. Sembra da quanto ricostruito che, in generale, Epstein facesse usare alle ragazze coinvolte nei suoi traffici carte di credito a loro nome ma finanziate da lui.

È poi il 29 settembre del 2016 quando una donna scrive direttamente a Epstein: “Oggi ho un concerto a Imola”, lui le risponde “cercherò di liberarmi domani, spero di farcela”. A quel punto il dialogo prosegue con lei che scrive: “ok, alle 3.20 a Bologna è fantastico! Ancora non ci posso credere che domani sera ti rivedrò! E’ fantastico Jeffrey!!!!”. Lui mette avanti le mani però e le dice che “potrebbe avere una sola notte libera”.