SENIO , la proposta che sarà soggetta alle osservazioni.

Nella serata di Castel Bolognese, fra i vari dirigenti degli enti coinvolti, la dott.ssa Monica Guida (Difesa del Suolo E-R) ha esposto la bozza di progetto per quanto riguarda la messa in sicurezza del corso d’acqua.

Particolare attenzione sul futuro delle casse di espansione di Tebano/Cuffiano:
Tre opere che saranno riconfermate dall’autorità di bacino, (finanziamenti messi a disposizione)
Focus sulla cassa M e A, la dirigente ha parlato di una “gestazione lunga ma legata a problemi amministrativi elevati” (quali?)
Si tratta di opere, aggiunge “realizzate col sistema di cava-cassa, sinergia tra l’imprenditore dell’attività estrattiva e il pubblico, nell’ottica di coordinarsi con due obbiettivi condivisi arrivando a quello finale.”

Si è trattato di una “Procedura non sempre proficua” – per la cassa M ad esempio la realizzazione si sarebbe svolta senza grossi problemi, in parallelo all’attività estrattiva è stato possibile una sistemazione “che ha portato alla realizzazione e volumi effettivi di progetto della cassa.” Non è stato però cosi con la cassa A – ha poi spiegato La Dott.ssa Guida – “rispetto alla quale abbiamo avuto problemi di tipo amministrativo, con esigenze del cavatore di proroghe piuttosto lunghe nel tempo, che hanno portato a un rallentamento di lavori di escavazioni di messa a disposizione dell’area ai fini di creare le opere per la cassa, motivo per cui è intervenuta la Regione (finanziamenti allora ministero ambiente legati a questo sistema di casse) attraverso un complessa attività amministrativa sono stati avviati espropri – sono seguite – “analisi dell’agenzia di tipo morfologico, valutato attuale stato dell’area, intervenuti poi coi fondi, dal sistema pubblico privato si è passato a un sistema pubblico.
La regione è intervenuta “da poco” – fa sapere la Guida – producendo un emendamento legislativo, in considerazione a quella che la crisi del settore estrattivo, favorendo la richiesta di proroghe fatta eccezione alle aree destinate alle casse di espansione (dove non possono essere date). “
Su questa cassa – osserva – “sta lavorando l’agenzia, a seguito degli eventi alluvionali sono state avviate lavorazioni in somma urgenza, di tipo morfologico, anche in questo caso ci è stato un rallentamento di tipo amministrativo da parte degli esercenti, ma l’obbiettivo della Regione è andare avanti, gli interventi sono proseguiti, le casse attualmente hanno già negli eventi del maggio 2023 hanno dimostrato una gran capacità di laminazione rispetto agli eventi del settembre 2024, una capacità di invaso di oltre 1 milione e 700 metri cubi.
E’ poi intervenuto il Dott.Colombo dell’ADBO:
“Si allaga molto bene la cassa di monte” – ha spiegato il responsabile dell’ADBPO – “e si allaga anche la cassa di valle, che come si diceva prima non è stata completata: in questa simulazione abbiamo messo gli argini perimetrali della cassa, per come l’agenzia li ha ripristinati.”
(In realtà quest’ultima dichiarazione potrebbe risultare differente da quanto scritto dagli Amici del Senio qualche mese fa e ripreso da L’Altra Imola Plus, a seguito di sopralluogo, qualche giorno fa, ovvero che in realtà una cassa non riceve acqua mentre l’altra la riceve soltanto in determinati casi ⤵️


DI SEGUITO, UNA DELLE SLIDE MOSTRATE NELLA SERATA DEL 15 SETTEMBRE A CASTEL BOLOGNESE: