BOLOGNA — Una condanna a sei mesi di reclusione per aver oscurato un’opera d’arte pubblica. È la decisione penale giunta al termine della vicenda giudiziaria che vede protagonista Davide Fabbri (noto anche come “Padre David”), autore del danneggiamento del controverso murales di Rimini intitolato “L’uomo che allatta il bambino”.
Fabbri, di rientro da Bologna dopo un colloquio con il proprio legale, ha affidato a un video le sue considerazioni sulla vicenda. «È arrivata la richiesta di carcerazione per i sei mesi a cui sono stato condannato per aver cancellato il murales», ha spiegato. Attraverso la difesa è stata avanzata formale richiesta per commutare la pena in lavori socialmente utili.
Al centro della contestazione di Davide Fabbri resta la forte avversione morale e religiosa verso l’opera, raffigurante una figura maschile barbuta con seno intenta ad allattare un neonato. Secondo Fabbri, l’immagine rappresentava un elemento di scandalo per i bambini e le famiglie di passaggio.
Nello sfogo non mancano accenti dai toni mistici e apocalittici: l’opera viene definita da Fabbri un «simbolo di una società sinistra» e un «tempio del demonio». Il video si conclude con un accorato invito alla preghiera rivolto ai fedeli, richiamando la protezione divina per scacciare il male.
Condannato a 6 mesi per aver cancellato il murales dell'«uomo che allatta»: lo sfogo di Davide Fabbri
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