Un gruppo di genitori, preoccupati per l’incolumità dei propri figli che frequentano gli istituti scolastici imolesi, ha avviato una raccolta firme online. L’obiettivo è richiedere maggiore sicurezza e presidio presso l’autostazione situata all’angolo tra via Andrea Costa e viale Marconi.

Secondo le testimonianze, gli studenti sarebbero quotidianamente vittime di provocazioni e aggressioni da parte di un “branco” composto da circa 8-10 ragazzi più grandi. Le segnalazioni parlano di minacce perpetrate anche con l’ausilio di cacciaviti e coltelli, finalizzate a estorcere denaro e sigarette. La gravità della situazione è stata confermata anche da alcuni lavoratori degli edifici limitrofi, testimoni del clima di intimidazione.

L’episodio più allarmante si sarebbe verificato venerdì scorso: un giovane sarebbe stato accerchiato e aggredito dal gruppo (dieci contro uno) e minacciato con un coltello, una ritorsione scattata – a quanto sembra – perché la vittima era riuscita a fuggire pochi giorni prima.

LA PETIZIONE DI UN GRUPPO DI GENITORI DI ALCUNI STUDENTI

Il problema

Riprendiamoci l’autostazione di Imola.

Al Sig. Sindaco, al Sig. Prefetto o a chiunque abbia il dovere di proteggerci.

Ogni mattina salutiamo i nostri figli sulla porta di casa. Li guardiamo allontanarsi con lo zaino in spalla, convinti di mandarli verso il futuro. Non avremmo mai immaginato che quel tragitto, oggi, sarebbe diventato un viaggio nel terrore.

Il bollettino di una guerra quotidiana.

L’autostazione di Imola non è più un luogo di passaggio: è un’arena della violenza. I nostri ragazzi, appena varcano quella soglia dopo le lezioni, diventano prede.

Vengono accerchiati. Vengono umiliati. Vengono minacciati con coltelli o cacciaviti per una sigaretta elettronica, per pochi spiccioli o, peggio ancora, per il sadico piacere di vederli tremare.

Siamo stanchi di sentire parlare di “disagio giovanile” o “episodi isolati”. Quando un ragazzino di 14 anni torna a casa pallido, con le mani che tremano e gli occhi bassi perché è stato braccato da un branco che si sente padrone della città, abbiamo fallito tutti. Ma a fallire sono prima di tutto le Istituzioni che restano a guardare dalle finestre dei loro uffici riscaldati.

Cosa aspettate? Aspettate che un altro coltello affondi davvero? Aspettate che un genitore, accecato dalla disperazione e dal senso di abbandono, decida di farsi giustizia da solo perché lo Stato ha deciso di disertare? O dobbiamo solo sperare che i nostri figli abbassino la testa e non reagiscano mai! L’autodifesa è il grido d’aiuto di una comunità che non si sente più protetta.

La nostra rabbia è la nostra firma.

Noi genitori non siamo più disposti a vivere con il cuore in gola finché non sentiamo la chiave girare nella toppa di casa. Con questa petizione, non chiediamo un favore. Esigiamo un diritto.

Vogliamo le divise tra i ragazzi. Non telecamere che filmano il crimine quando è già avvenuto, ma uomini e donne delle Forze dell’Ordine che impediscano che avvenga.

Vogliamo il diritto alla paura zero!

L’autostazione deve tornare a essere un luogo pubblico, non un covo di delinquenti intoccabili che ridono in faccia alla legge.

Vogliamo risposte ora. Non domani, non dopo la prossima tragedia

https://www.change.org/p/non-aspettate-il-sangue?recruiter=1402686367&recruited_by_id=6e0894a0-0809-11f1-88e5-cb72e951b393&utm_source=share_petition&utm_campaign=starter_onboarding_share_personal&utm_medium=whatsapp