Emergenza animali a Imola: un anno senza il “118 veterinario”, gatti soccorsi a spese dei cittadini

IMOLAA un anno esatto dalla cessazione del servizio pubblico di assistenza zooiatrica – come ha scritto il Carlino – la ferita resta aperta. La sospensione della pronta reperibilità veterinaria d’emergenza – decisa dal Circondario a partire da luglio 2025 – continua a far discutere la cittadinanza e addetti ai lavori, che si trovano a gestire situazioni critiche con animali feriti in strada. E ora, a questo si aggiunge il grido d’allarme di ENPA Dozza, che da tempo opera sul campo.

Il grido d’allarme di Enpa Dozza

La situazione nel circondario imolese è vissuta come una grave carenza istituzionale. A denunciare le conseguenze di questo vuoto è Enpa Dozza, che evidenzia come il problema non sia affatto risolto: “La sospensione di questo servizio ha portato gravi danni al territorio”, spiegano. “Il circondario di Imola – che comprende realtà come Medicina, Castel Guelfo, Dozza, Castel San Pietro Terme e altri – si trova di fronte a un problema tutt’altro che trascurabile. La mancanza di una pronta reperibilità sanitaria crea un vuoto che colpisce duramente chi si trova a gestire emergenze al di fuori degli orari d’ufficio.”

Secondo Enpa Dozza, il nocciolo della questione è politico: “I comuni appartenenti all’area di Imola non sembrano avere la volontà di investire le risorse necessarie per attivare un servizio di copertura. Questo scarica di fatto il costo dell’emergenza sui singoli cittadini o, peggio, lascia gli animali in balia del proprio destino.”

Il modello bolognese: una rete che funziona

Dall’altra parte, il confronto con l’area metropolitana di Bologna mostra una realtà ben diversa. Enpa ODV illustra infatti come il sistema funzioni grazie a convenzioni strutturate: “Il Comune di Bologna e i comuni limitrofi hanno trovato soluzioni efficaci, adottate ormai da tempo”, sottolineano. “Nei comuni che dispongono di canili e gattili, ci avvaliamo di convenzioni specifiche con l’Enpa per il recupero degli incidentati, che vengono poi presi in carico dalle cliniche veterinarie di riferimento.”

Il sistema bolognese è capillare e coinvolge una rete vasta: “Per i comuni che non hanno strutture proprie o cliniche attive h24, abbiamo creato una rete di solidarietà che coinvolge tra i 35 e i 40 comuni. Questi enti hanno stipulato convenzioni con Enpa per il recupero degli animali incidentati, che vengono poi trasferiti presso l’Università Veterinaria di Ozzano, un centro di eccellenza che garantisce assistenza specialistica.”

La differenza tra le due aree

Mentre a Bologna è stata attivata una sorta di “polizza” a costo fisso forfettario – dove i comuni versano una quota per garantire il servizio di recupero e assistenza in sinergia con la clinica di Ozzano – a Imola il confronto politico sembra essersi arenato.

Mentre sul territorio restano attivi i servizi per la fauna selvatica (051/847600) e il recupero dei cani vaganti tramite l’associazione CamminandoconilCane Asd, il vuoto lasciato dall’interruzione dell’assistenza sanitaria d’urgenza per gli animali domestici e i gatti di colonia resta una falla nel sistema. Una falla che, come confermato dalle testimonianze dei cittadini, continua a pesare interamente sulle spalle – e sui portafogli – di chi, per senso civico, decide di non voltarsi dall’altra parte.