Castel Guelfo / La gestione delle strutture sportive comunali e le procedure seguite dall’Amministrazione potrebbero finire sotto la lente d’ingrandimento della Magistratura. A far scoppiare il caso è stato il formale deposito di un esposto da parte della consigliera di opposizione e capogruppo del “Gruppo Misto”, Laura Mingozzi, che nei giorni scorsi si è presentata presso la Stazione dei Carabinieri locale con un faldone di 14 plichi .
Una presa di posizione netta con cui la consigliera ha dichiarato di potersi soltanto dissociare dal modus operandi della Giunta, denunciando una grave mancanza di trasparenza e segnalando presunte irregolarità nell’iter amministrativo. La Mingozzi, attraverso l’esposto, chiede si possa valutare la sussistenza del reato di falso in atto pubblico poichè, dopo un’attenta analisi della documentazione trasmessa dagli uffici a seguito di formali istanze ha portato alla luce presunte incongruenze procedurali e formali che metterebbero in discussione l’autenticità degli atti forniti, configurando i presupposti appunto per la contestazione del reato di falso in atto pubblico.
COSA SI CONTESTA
La prima e più evidente anomalia riguarderebbe il contenuto del primo documento consegnato, all’interno del quale spicca il cosiddetto “Articolo 16” dove si stabilisce che il testo stesso andrà a sostituire, una volta approvato, il regolamento datato 31 maggio 2022: un paradosso logico e temporale evidente, poiché un atto redatto nel maggio del 2022 non può normativamente disporre la sostituzione di se stesso. A questo si aggiunge un ulteriore elemento di criticità che sarebbe rappresentato dalla presunta assenza del numero di protocollo in tutti i documenti inviati, trasmessi in semplici formati digitali privi di requisiti di inalterabilità — l’assenza del timbro ufficiale, della data di registrazione e del numero di protocollo renderebbe- si apprende dalla consigliera Mingozzi – i file sarebbero stati liberamente modificabili da chiunque, privandoli della natura di atto pubblico originale. Inoltre, a seguito di una seconda richiesta presentata dalla consigliera per ottenere il regolamento ufficiale del 2022, sarebbe stato consegnato un documento del tutto diverso rispetto al primo che, pur presentando la medesima intitolazione e l’identica pagina iniziale, avrebbe evidenziato discrepanze sostanziali nei contenuti sollevando forti perplessità circa la correttezza dell’operato amministrativo.
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