LA PRIMA PARTE DEL RACCONTO DI MARCELLO TAROZZI AMBIENTATO A LISBONA

24 aprile 1974, ore 14,31
<<Domani, lo sapete già, celebriamo il primo anno della nostra attività>> disse il
proprietario del ristorante dove lavorava Celeste Caeiro.
<<Per questo motivo a tutte le clienti dovrete distribuire un garofano>> continuò
indicando i fiori rossi che erano appoggiati sulla tavola al suo fianco.
<<Agli uomini offrirete invece un bicchiere di Porto, mi raccomando>>.
L’intero personale era in fila davanti al proprietario.
<<Certo, Senhor>> risposero tutti quasi all’unisono.
Il giorno seguente sarebbe stata una bella giornata, pensò Celeste. Sarebbe stato
piacevole intrattenere i clienti offrendo loro quei piccoli regali. In fondo a Celeste
piaceva lavorare in quel ristorante. Là aveva molti dei suoi amici e sempre là aveva
conosciuto Manuel, il cameriere gentile, col quale era uscita insieme al cinema a
vedere un film americano.
Sì, il giorno seguente sarebbe stata sicuramente una bella giornata, pensò di nuovo
Celeste.

24 aprile 1974, ore 15,13
Manuel Tomás era già arrivato nella chiesa di S.João do Brito quando anche Carlos
Albino entrò nell’edificio.
Avevano deciso che si sarebbero dati appuntamento in quel luogo per non destare
sospetti. Nella redazione di Radio Renascença c’erano occhi e orecchi della Pide,
la polizia politica.
Quando anche Carlos arrivò, si inginocchiò di fianco a Manuel, come se i due
uomini dovessero pregare.


<<A mezzanotte e venti dovrai fare partire la canzone Grândola, Vila Morena di
José Afonso , mi raccomando Manuel>>.
<<Non ti preoccupare, Carlos. Ho già predisposto tutto come da accordi, la copia
del disco che mi hai dato è già in redazione, tra gli altri che saranno trasmessi da
João Paulo>> lo rassicurò Manuel.
I due uomini continuarono a guardare il grande crocifisso della chiesa come se la
loro preghiera fosse talmente profonda da estraniarli dal resto del mondo.
<<Hai qualche dubbio, Manuel?>> disse Carlos ad un certo punto.
In quel momento Carlos Albino volse lo sguardo verso l’amico.
Manuel restò in silenzio per qualche secondo, poi, dopo essersi fatto il segno della
croce ed essersi alzato, disse deciso: <<No>>.
Carlos Albino restà nella chiesa ancora altri dieci minuti, poi se ne andò anche lui.

24 aprile 1974, ore 18,56
Il Ministro della Difesa chiamò il Ministro dell’esercito.
<<Come stai, caro?>>.
<<Sto bene, grazie>>.

<<I servizi segreti, dopo il tentativo di golpe di marzo, non ci segnalano particolari
movimenti sospetti all’interno dell’esercito. Mi confermi che la situazione dei reparti
è tranquilla?>>
<<Sì, ti confermo che nell’esercito non vengono segnalate azioni anomale. Gli
arresti di marzo hanno sradicato tutti gli elementi radicali. Puoi stare tranquillo>>.
Concluse il Ministro dell’esercito.
<<Molto bene, lo riferirò al Presidente del Consiglio>>.
Clic

25 aprile 2022, ore 16,04, Rua Garrett, Lisbona
Il nonno aveva accompagnato sua nipote, Teresa, in quella giornata di festa per le
strade di Lisbona. Le bianche strade della città dai sette colli erano un continuo
brulichio di persone, portoghesi e turisti, ma nonno e nipote non sembravano
disturbati da quella marea continua di persone, tutt’altro.
Il nonno decise di sedersi in uno dei tavoli del Caffé di Rua Garrett proprio accanto
alla statua dedicata al poeta Fernando Pessoa.
La bambina aveva otto anni ed gli era molto affezionata; trascorrevano molto tempo
insieme dato che i genitori di Teresa erano spesso via per lavoro.
<<Ordina pure quello che desideri, minha fofinha>>.
<<Ma un pastel de nata! Che domande, avozinho>> rispose Teresa.
<<Allora dois pastéis de nata per la mia nipotina!>> disse sorridendo il nonno.

25 aprile 1974, ore 00,19
Nella caserma del 1º Reggimento Genieri a Pontinha la tensione era molto alta.
C’era chi passeggiava avanti indietro, chi fumava nervosamente la pipa e chi se ne
stava in silenzio, in attesa, come Otelo Saraiva de Carvalho.
Tutti erano in ascolto, in realtà, di radio Renascença.
Poi dall’apparecchio radio posizionato al centro della tavola si poterono
chiaramente sentire le parole della canzone che tutti attendevano:

Grândola, Vila Morena
Terra da fraternidade
O povo é quem mais ordena
Dentro de ti, ó cidade
Dentro de ti, ó cidade
O povo é quem mais ordena
Terra da fraternidade
Grândola, Vila Morena…
Il segnale era stato dato. Otelo Saraiva de Carvalho si alzà e andò alla finestra
della grande camera dove il comitato operativo del Movimento delle Forze armate
aveva sede. Quella notte si potevano vedere molte stelle nel cielo. L’ufficiale fissò
per qualche istante quelle stelle, poi si volse verso gli altri uomini presenti nella
sala.

<<E ora al lavoro, sarà una lunga notte>>.

25 aprile 1974, ore 3,27
I soldati della Escola Prática de Cavalaria erano perfettamente in fila di fronte ai
loro ufficiali nel cortile della caserma.
Quindici minuti prima un ufficiale li aveva svegliati improvvisamente. Tra loro c’era
lo studente ventenne Eduardo, uno dei tanti che erano stati chiamati alle armi per
diventare carne da cannone in Angola, Guinea o Mozambico in quelle sporche
guerre che tormentavano il Portogallo da ormai tredici anni.
<<Ma che succede??>> Eduardo chiese al suo amico più esperto, Fernando.
Fernando aveva quindici anni in più di Eduardo e nella vita da civile era un
calzolaio, era stato tre volte in Angola e Guinea a combattere i rivoltosi neri; aveva
visto, e forse fatto, cose orribili, e qualche volta, di notte, mentre tutti i suoi
commilitoni dormivano restava sveglio e immobile nel letto a fissare il muro.
Eduardo lo aveva visto spesso guardare quel muro, ma non gli aveva mai detto
nulla perché sapeva che in quei momenti Fernando non poteva ascoltare nessuno.
In alcune occasioni Fernando gli aveva raccontato episodi della guerra, ma gli
aveva anche assicurato che lui lo avrebbe aiutato e protetto una volta in Africa
insieme. Glielo aveva promesso perché erano amici.
Quella notte Eduardo chiese a Fernando se fosse iniziato il trasferimento in Africa
per andare a combattere, ma l’amico scosse il capo senza dire nulla.
Evidentemente c’era qualcosa di strano e Fernando lo aveva già capito.

25 aprile 2022, ore 16,23, Rua Garrett, Lisbona

<< Avozinho, perché quelle persone ti stanno guardando?>> chiese incuriosita
Teresa.
In effetti una coppia di persone sulla settantina seduta a qualche tavolo di distanza
stava fissando il nonno da qualche minuto.
Il nonno volse lo sguardo verso quella coppia.
<<Nonno, ma li conosci?>> chiese ancora Teresa.
<<Desiderate altro?>> interruppe la scena un giovane cameriere con accento
brasiliano.
<<Cosa vuoi Teresa?>>
<<Anche un gelato al cioccolato!>> rispose entusiasta la bambina già dimentica
della coppia che continuava a guardare suo nonno.

La prossima settimana la seconda parte del racconto

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