La Serva del Signore tra le valli e la grazia: storia di Maria Eleonora Angela Giorgi
Firenzuola, Firenze, 16 gennaio 1882 – Firenze, 6 novembre 1945
Papa Francesco l’ha dichiarata Venerabile il 9 ottobre 2013.
Immersa nel cuore dell’Appennino tosco-romagnolo, lungo la valle del Santerno, si stende la suggestiva Valle del Diaterna. In quest’angolo incontaminato, prima di giungere al piccolo borgo di Scheggianico con le sue silenziose case in pietra, scorre il torrente Diaterna. Il suo nome evocativo deriva da Dea Terna (“dea dalle tre braccia”), poiché nasce dall’unione di tre rami affluenti — Castelvecchio, Caburaccia e Valica — per poi percorrere circa 13 chilometri tra castagneti secolari prima di abbracciare il fiume Santerno a Camaggiore.
In questa terra intrisa di bellezza selvaggia e antico spirito montano, nella frazione di Coniale-Scheggianico (nel Comune di Firenzuola), il 16 gennaio 1882 nacque Maria Angela Giorgi, presso la casa colonica detta “Bruscaia”.
Seconda dei dodici figli di Gaspare, contadino, e di Maria Montefiori, «donna forte, di animo risoluto e riflessivo», Angela cresce nel clima povero ma sereno e cristiano della sua numerosa famiglia. Le necessità economiche, tuttavia, spingono i genitori a mandare la giovane a lavorare a Firenze nel 1897, a soli quindici anni. Dopo un’intera giornata di viaggio su una traballante diligenza e carica di nostalgia per i suoi monti — dove aveva ricevuto la Prima Comunione e la Cresima —, Angela giunge nella città gigliata. Accompagnata dal padre, trova impiego come “donna di servizio” presso il palazzo dell’aristocratica e garbata signora Eleonora Zimmermann, situato nei pressi del Santuario dell’Annunziata. A differenza di molte altre padrone orgogliose ed egoiste, la signora Zimmermann accoglie e tratta la ragazza come una figlia.
Dopo quasi un anno, Angela si ammala gravemente di tifo. Ricoverata prima all’Ospedale di Santa Maria Nuova a Firenze e poi trasferita a Firenzuola, la giovane vive l’esperienza che scuoterà la sua vita: nella penombra della corsia le appare una bianca Signora, che le promette la guarigione a patto che si consacri a lei. Angela guarisce e torna a casa fra i fratellini, ma ben presto dimentica la promessa. Poco tempo dopo viene colpita da un’altra febbre altissima che la riporta in ospedale in fin di vita. Mentre la madre si reca in pellegrinaggio al Santuario di Boccadirio per impetrare la grazia, Angela riconosce la sua sorda dimenticanza e riprende a pregare. Il 18 agosto 1901, al ritorno della madre, la ragazza guarisce di nuovo: la Vergine le era apparsa una seconda volta per ricordarle la sua vocazione.



Consigliata dal parroco don Olinto Poli, il 18 ottobre 1902 Angela — a vent’anni compiuti — bussa alla porta del convento delle Suore “Serve di Maria SS. Addolorata di Firenze”, ramo fondato sull’eredità dei Santi Sette Fondatori di Monte Senario e sviluppatosi nell’Ottocento grazie a suor Veronica Donati e suor Giuliana Signorini. Il 9 gennaio 1904 veste l’abito religioso prendendo il nome di suor Maria Eleonora dei Re Magi, in omaggio alla benefattrice Eleonora Zimmermann che l’aveva persino aiutata a preparare il corredo. Emette la professione il 30 dicembre 1905, scrivendo nei suoi appunti:
«Gesù, io vorrei essere ovunque si trova un’anima da salvare, per far conoscere Te e farti amare, o dolce amore dell’anima mia».
Inizia così una fervida attività educativa e caritativa. Per tre anni è maestra di cucito e ricamo per le bambine a Campi Bisenzio, per poi passare alla casa di Castiglione dei Pepoli (Bologna). Nel 1913, ad appena 31 anni, viene nominata superiora della comunità bolognese. Vincendo la naturale timidezza, guida le sorelle con dolcezza e umiltà («Non l’ho mai sentita comandare ed è stata sempre obbedita», ricorderà una confratella). Il 30 dicembre 1915 emette la professione perpetua.
Nel dicembre 1917 viene destinata a Calenzano e contemporaneamente impiegata presso l’Ospedale Militare di “Villa Giaccone” a Firenze, per assistere i feriti e i malati reduci dal fronte della Prima Guerra Mondiale. Durante la terribile epidemia di “spagnola” del 1918, suor Eleonora si infetta e rischia di morire per una broncoalveolite grave; il 5 ottobre 1918 giunge un’altra guarigione inattesa che sbalordisce medici e militari. Prosegue il suo servizio negli ospedali di guerra in via Giotto a Firenze e, dal 1° ottobre 1921, guida la casa di Rapallo, per poi ritornare a Castiglione dei Pepoli.
Il 1° agosto 1928 giunge una svolta inaspettata: il Capitolo Generale elegge suor Eleonora Giorgi Undicesima Madre Generale della Congregazione. La notizia la raggiunge mentre è intenta a riordinare le stanze dell’istituto. Rimarrà alla guida dell’ordine per due sessenni, dal 1928 al 1940, dimostrando grande prudenza, visione e coraggio:
- Espansione e consolidamento: Acquista la villa storica dei Pazzi a Firenze trasformandola nel Noviziato “Casa di Nazareth”, e apre una colonia marina ad Antignano (Livorno) per il riposo delle suore e delle bambine. Promuove nuove case a Milano, Terranova Bracciolini, Polcanto, Montecatini Terme, Palermo, Sanremo e Budrio.
- Riconoscimento canonico: Fa redigere la biografia della fondatrice Giuliana Signorini e ottiene dalla Santa Sede l’approvazione solenne delle Costituzioni dell’Istituto il 22 dicembre 1931.
- Apertura alle missioni: Corona il sogno della sua vita avviando l’opera missionaria dell’ordine. Il 18 settembre 1938 consegna il crocifisso alle prime sette suore in partenza per il Cile, accompagnandole fino a Napoli dove si imbarcano sul piroscafo Neptunia (un secondo gruppo partirà undici mesi dopo).
Concluso il mandato il 15 agosto 1940 — mentre l’Italia entra nella Seconda Guerra Mondiale —, accetta con umiltà i ruoli di Vicaria Generale, superiora della Casa generalizia e maestra delle novizie. Negli anni drammatici del conflitto si spende con dedizione totale, pur provata da un’ulcera allo stomaco per la quale deve subire un intervento chirurgico, offrendo le sue sofferenze per la Chiesa, per i sacerdoti e per l’Ordine.
A seguito di un secondo intervento chirurgico presso la casa di cura “Villa Basilewski”, una polmonite improvvisa ne causa la scomparsa il 6 novembre 1945.
La ragazza partita dai boschi e dai castagneti di Scheggianico, che aveva iniziato come “serva” nelle case fiorentine per diventare poi “Serva” della Vergine Addolorata, lascia un ricordo indelebile di santità. Nel 1969 i suoi resti mortali vengono traslati nella Cappella della Casa Generalizia di Firenze.
Il processo diocesano di beatificazione, iniziato il 28 maggio 1965, è proseguito a Roma presso la Congregazione Vaticana, portando alla dichiarazione di Venerabile suor Maria Eleonora Giorgi, motivo d’orgoglio e di memoria viva per tutta la comunità della Valle del Santerno.
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