Progetto di ripristino dell’officiosità idraulica su un tratto di 10 km. Taglio selettivo della vegetazione e recupero della biomassa. Perplessità da parte di un nutrito gruppo di residenti “estensione dei tagli troppo vasta, comuni intervengano” Incaricata dei lavori la C.a.S.P Valle del Brasimone.

È in fase di avvio un piano di manutenzione idraulica che interesserà il torrente Sellustra per un tratto di circa 10,28 chilometri. Il progetto, finalizzato all’acquisizione del nulla osta idraulico per il taglio della vegetazione riparia, attraverserà i comuni di Casalfiumanese, Dozza e Imola. Il cantiere partirà da monte, nei pressi del ponte di via Valsellustra a Casalfiumanese, per concludersi a valle vicino al ponte della via Emilia a Imola.

L’intervento coinvolgerà un’area complessiva di quasi 24 ettari, distribuiti equamente tra terreni demaniali (12,01 ettari) e proprietà private (11,64 ettari). L’obiettivo primario è la rimozione del materiale vegetale alluvionale e degli ostacoli che potrebbero ostacolare il regolare deflusso idrico. I lavori prevedono un’azione mirata e non un disboscamento indiscriminato, seguendo specifiche linee guida regionali (DGR 1919/2019).

“Crescono le perplessità tra i residenti, ai quali è stato chiesto l’accesso alle proprietà private per effettuare gli interventi. Le reazioni sono contrastanti: se da una parte c’è chi ha acconsentito, talvolta a malincuore, dall’altra diversi cittadini si oppongono, lamentando di aver subito pressioni verbali per cedere.”

Modalità del taglio selettivo

Le operazioni – si apprende nel progetto – consistono in un “taglio selettivo intenso”, che comporterà l’asportazione fino a un massimo del 70% della biomassa vegetale. I tecnici si concentreranno prioritariamente sulla rimozione di specie alloctone, in particolare robinia e ailanto, oltre all’abbattimento di alberi deperienti o in precarie conditions di stabilità, compresi gli esemplari di maggiori dimensioni di pioppo nero, pioppo bianco e salice bianco.

Le essenze arboree autoctone in buone condizioni — tra cui roverella, olmo campestre e acero campestre — saranno rigorosamente salvaguardate e rilasciate preferibilmente a piccoli gruppi (10-20 individui) distribuiti “a macchia di leopardo” su tutta la superficie. Sarà inoltre asportato sulla totalità dell’area tutto il legname già divelto o fluitato.

Dati tecnici dell’intervento:

Estensione del tratto: 10,28 km.

Superficie totale: 23,65 ettari.

Ripartizione territoriale dell’intervento: Dozza (14,21 ha), Casalfiumanese (7,35 ha), Imola (2,09 ha).

Volume retraibile stimato: 4.081 tonnellate (circa 40.808 quintali).

Preoccupazioni dei residenti e gestione degli accessi

Non mancano tuttavia perplessità e preoccupazioni tra i cittadini della zona. Diversi residenti hanno infatti segnalato di essere stati presi alla sprovvista, col personale intenzionato a chiedere informazioni e verificare la disponibilità a sfalciare la vegetazione anche all’interno delle loro proprietà private. Un approccio diretto che ha colto di sorpresa più di un residente, sollevando timori PER L’ESTENSIONE DELLE AREE PRIVATE INTERESSATE DALL’ INTERVENTO e richieste di chiarimento sulla gestione degli accessi e sull’informazione alla popolazione.

Da progetto, l’accesso dei mezzi all’area di cantiere è previsto esclusivamente previa autorizzazione dei proprietari dei fondi, con l’impegno da parte della ditta di ripristinare integralmente lo stato originario dei luoghi al termine dei lavori qualora si rendessero necessari minimi movimenti di terra.

Destinazione del legname e tutela ambientale

La totalità del legname ricavato dalle operazioni di pulizia, si apprende sempre nel progetto, sarà destinata alla produzione di biomassa (cippato a prevalenza di pioppo nero e robinia) per finalità energetiche. Le normative vigenti (Legge 176/2020) consentono infatti di classificare tali residui derivanti dalla manutenzione dei corsi d’acqua come “biomassa derivante da prodotti agricoli, di allevamento e forestali”, garantendone la tracciabilità.

Il cantiere avrà una durata prevista di due mesi consecutivi. Le operazioni sul campo verranno condotte impiegando macchinari specializzati (feller-buncher e forwarder) per l’abbattimento e l’esbosco.

Infine, a tutela dell’avifauna, l’intervento non potrà essere eseguito durante il periodo riproduttivo, compreso categoricamente tra il 15 marzo e il 15 luglio.

La situazione è in continua evoluzione: i residenti hanno già chiesto chiarimenti alle istituzioni locali, ma le risposte tardano ad arrivare e regna ancora una grande incertezza. Una cosa però è certa: i cittadini terranno i riflettori puntati sull’intervento non appena i lavori entreranno nel vivo.