“VIA VILLA CLELIA, RESIDENTI ESASPERATI: CARAPIA (FDI) SOLLECITA VERIFICHE SU PRESUNTE ATTIVITÀ ILLECITE E DEGRADO VICINO ALL’OSPEDALE”

Non possiamo ignorare il grido d’allarme dei residenti di Via Villa Clelia, che si dicono ormai stremati da una situazione di profonda incertezza e percepito degrado. Il Consigliere Comunale di Fratelli d’Italia, Simone Carapia, interviene con una nota in merito alle segnalazioni riguardanti l’area adiacente al civico 64, a ridosso dell’Ospedale Santa Maria della Scaletta.

Stando a quanto riferito da diversi cittadini, che si dichiarano esasperati e preoccupati per la propria incolumità, la zona parrebbe essere interessata da frequentazioni che definire sospette sarebbe un eufemismo, dichiara Carapia. Secondo tali testimonianze, che necessitano di essere vagliate con la massima urgenza dalle autorità, in alcuni locali della zona potrebbero aver luogo attività non meglio identificate che, a detta di chi vive nel quartiere, sembrerebbero richiamare dinamiche riconducibili a presunti traffici illeciti o a situazioni di microcriminalità.
L’esponente di Fratelli d’Italia sottolinea la necessità di un intervento ispettivo: Le voci su un ipotetico giro di spaccio o su un utilizzo improprio della struttura ricettiva indicata dai residenti sono troppo insistenti per cadere nel vuoto. Sebbene si tratti di circostanze che andrebbero accertate formalmente dagli organi competenti, il clima di tensione che si respirerebbe nel quartiere imporrebbe un’azione immediata. I cittadini avrebbero diritto di vivere senza la paura che il proprio quartiere possa trasformarsi in una zona franca.
Carapia annuncia azioni: Chiederemo che si faccia piena luce su quella che, se confermata, risulterebbe una situazione di grave pericolo sociale. Sarebbe opportuno che il Comune verificasse se le attività svolte siano conformi alle autorizzazioni vigenti e sollecitasse controlli serrati. La sicurezza non dovrebbe mai essere una variabile dipendente dal civico in cui si risiede, specialmente in un’area così vicina a un luogo di cura già teatro di recenti tensioni.