Ravone: annullata condanna a Comune di Bologna e Regione Emilia-Romagna
Il tribunale ha revocato la condanna a Comune e Regione per i danni del torrente Ravone
Niente da fare per i residenti lambiti dal Ravone, colpiti dall’alluvione di ottobre 2024. Per i giudici si tratta di una questione di competenza. La causa tra i residenti della zona del Ravone, alluvionati a ottobre 2024, Comune e Regione non vedrà ne cauzione ne fideiussioni. La condanna era pervenuta a luglio scorso da parte del tribunale civile di Bologna, che prevedeva un deposito cauzionale da parte dei due enti di circa 3 milioni e 600 mila Euro, oltre che un’assicurazione del medesimo importo, al fine di coprire gli eventuali danni temuti. Come fa sapere Bologna Today, in caso di inadempienza, sarebbero stati pignorati dai conti di Comune e Regione beni dello stesso valore. Soltanto che oggi, i giudici hanno ribaltato la precedente sentenza, accogliendo quindi il ricorso presentato da ente locale e Regione e rimandando la decisione al Tribunale regionale per le acque pubbliche di Firenze..
Pur “pienamente consapevole” del fatto che il torrente “è stato sottoposto a forti stress, in passato non presenti, per fenomeni di precipitazioni intensissime” senza precedenti che “creano evidentemente ansia e disagio”, il collegio del tribunale ha revocato la precedente condanna rimandando la competenza al Tribunale regionale delle acque pubbliche di Firenze, che dovrà prendere “ogni decisione” in materia di danni presenti e danni potenziali e futuri e dovrà fare chiarezza su eventuali opere idriche che sono mancate e che mancano per mettere in sicurezza i residenti.
I giudici, come si apprende dal testo della sentenza riportata dall’agenzia Dire, ricostruiscono come che quello tra gli abitanti del Ravone e le amministrazioni è un “caso di scuola” che “si trova nell’incrocio fra politica e giustizia”. Ovvero: da un lato Comune e Regione sostengono di aver già avviato “importanti opere geo-edilizie”, chiamando in causa a Struttura commissariale e il governo; dall’altro lato i cittadini “lamentano tempi e modi e proprio per questo chiedono l’intervento del giudice”.
Questo, per il Tribunale “pone il tema del limite fra i due poteri e fino a che punto il giudice possa entrare nelle scelte amministrative o comunque influire sui tempi delle stesse, attraverso il meccanismo cauzionale. Equilibrio sempre di difficile individuazione, per evitare gli estremi di un giudice-amministratore o di un’amministrazione priva di vincoli e controlli”.

ALLUVIONE. BOLOGNA, REVOCATA CONDANNA COMUNE-REGIONE SUL RAVONE (AGENZIA DIRE)
ACCOLTO RICORSO, RIBALTATA DECISIONE: E ORA PALLA PASSA A FIRENZE
(DIRE) Bologna, 29 set. – Tutto da rifare. Dopo la prima
condanna, nel luglio scorso, di Regione Emilia-Romagna e Comune
di Bologna per i danni causati dal torrente Ravone durante
l’alluvione del 2024, una nuova pronuncia dei giudici ribalta la
decisione. Revocando la condanna e rimandando la decisione al
Tribunale regionale per le acque pubbliche di Firenze. La seconda
sezione civile del Tribunale di Bologna, in composizione
collegiale, ha infatti accolto il ricorso di Comune e Regione
contro i residenti di via del Ravone, via del Genio e via
Zoccoli, revocando il provvedimento del 9 luglio 2025 e
dichiarando la competenza del Tribunale regionale delle acque
pubbliche di Firenze. Tra le altre cose, la pronuncia imponeva a
Comune e Regione di versare anche la somma di 3,6 milioni di euro
come una sorta di fidejussione per eventuali danni futuri.
“Il collegio è ben consapevole dei nuclei di valore
sottostanti alla vicenda qui decisa- premettono i giudici- la
controversia si collega agli importanti cambiamenti climatici
evidenziati dalla miglior scienza”. A livello locale, inoltre, la
questione riguarda il torrente Ravone che “è stato sottoposto a
forti stress, in passato non presenti, per fenomeni di
precipitazioni intensissime, dovute all’accumulo di calore e di
energia nell’atmosfera. Tali fenomeni, apparentemente non più
così rari, come in passato, creano evidentemente ansia e disagio
nella popolazione che vive nei pressi del torrente Ravone (o
degli altri corsi d’acqua del territorio). Di ciò, il collegio è
pienamente consapevole”
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