20 settembre 2014. Un primo grande campanello d’allarme per il territorio. L’esondazione del Santerno e la rottura dell’argine del Senio a Borgo Rivola. Danni ingenti in Vallata, con il crollo del ponte di Carseggio. Vennero pensate le valvole clapet a salvaguardia di Campanella, ma non vennero realizzate fino ad oggi. Il monito di Legambiente e 5 Stelle sulle opere, che all’epoca marciavano ancora in estremo ritardo. 9 anni dopo la doppia alluvione 3 maggio/17 maggio 2023, con le opere e le manutenzioni ancora a uno stadio insufficiente nonostante le previsioni sul cambiamento cliamatico e sulle fragilità del territorio espresse dall’autorità di Bacino.
Le foto dell’acqua del paddock dell’autodromo di Imola ancora oggi appare come un monito. La piena devastante del Santerno che mise in ginocchio la vallata del Santerno e la città di Imola. Il primo grande campanello d’allarme che doveva far alzare gli antenne alle istituzioni. Particolarmente colpite le abitazioni di via Tiro a Segno, che venne chiusa al traffico assieme al ponte della Tosa e viale Dante. Situazioni critiche si verificarono nei caseggiati prospicienti le vie Graziadei, via Meluzzi e a San Prospero. In autodromo finì sott’acqua la zona più bassa del paddock e il medical center. Diversi problemi vennero registrati in Vallata nei torrenti pedemontani di Fontanelice, Borgo Tossignano e Casalfiumanese, con l’allargamento di decine di immobili e il crollo del ponte di Carseggio, dove alcune famiglie vennero evacuate. Il Sindaco Manca chiese lo stato di emergenza.


Nel ravennate, flagellato l’entroterra faentino, le zone più colpite quelle di Casola Valsenio, Riolo Terme e Borgo Rivola. Venti abitazioni allagate. Il fiume ruppe gli argini a Borgo Rivola, causando diversi allagamenti sia nei campi che, purtroppo, in alcune abitazioni. Esonda il Marzeno. Il Lamone allagò diverse abitazioni a Faenza.
di seguito: a sx, allagamenti a Campanella – Imola . A dx, il Senio rompe gli argini a Borgo Rivola


REAZIONI POLITICHE: LEGAMBIENTE E M5S CHIESERO LUMI SULLE OPERE
A chiedere chiarimenti sull’avanzamento delle opere di laminazione delle piene, e dei lavori di manutenzione, ci fu Legambiente, circolo di Fusignano che allora, siamo nel 2014, ricostruì la situazione. Dopo le piene l’associazione, organizzò un flash-mob con cariole lungo le sponde del Senio: “Basta dare un’occhiata ai piani realizzati dalle Autorità di Bacino per rendersi conto che il rischio idraulico è tutt’altro che trascurabile” – il monito di Yuri Rambelli, presidente del circolo Legambiente ‘Cederna’ – ad esempio tutti i centri abitati che sorgono lungo il Senio sono classificati a rischio idraulico elevato o molto elevato e già almeno 4 volte quest’anno il fiume ha superato i livelli di guardia. Non è più rinviabile il completamento delle casse di espansione del Senio: la realizzazione delle Cassa di espansione del Senio per 8,5 milioni, ma più volte nel corso degli ultimi anni l’ultimazione di quest’opera è stata annunciata come imminente. Si tratta di un progetto che si trascina da oltre 25 anni“


La consigliera di Cotignola Ilaria Ricci Picciloni del M5S interrogò l’unione : “la cassa prevista in zona
Chiusaccia non è mai stata nemmeno iniziata”
Nel documento, l’esponente del Movimento, chiese quanto erano costati fino ad allora i progetti, l’organizzazione e i lavori eseguiti per il progetto delle casse di espansione e da chi erano stati sovvenzionati. E se fosse previsto anche un piano di emergenza e informazione ai cittadini laddove ancora non ci fossero le casse di espansione tanto attese, che permettesse alla popolazione di sapere come comportarsi in caso di eventi imprevisti e urgenti come quelli accaduti verso le zone di Faenza e territori limitrofi. Ricci Picciloni chiese anche “Entro quanto tempo si pensasse di riuscire a collegare la cassa di espansione già terminata.”
Ma anche quanto tempo sarebbe stato necessari “a terminare le altre due casse a progetto.” E anche “Cosa intende fare l’Unione della Bassa Romagna per stimolare e accelerare i lavori in oggetto.”
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