Imola. Formula 1 a Imola e Monza: trattative in corso. Secondo quanto trapelato, Liberty Media ha proposto all’organizzazione dei GP di confermare i due appuntamenti fino al 2030 alla modica cifra di 300 milioni di euro.

A questa proposta si aggiunge l’invito – rinnovato da Stefano Domenicali nei giorni scorsi- relativo agli ammodernamenti dell’impianto brianzolo e di quello del Santerno: “Stiamo trattando, ma abbiamo bisogno di elementi per portare avanti la trattativa. La mia è una spinta costruttiva, è da valutare la volontà di investire nella F1 come piattaforma di business e spettacolo” – ha dichiarato a Radio Rai- “Dobbiamo mantenere il passo coi tempi, nel 2020 Imola ha avuto un opportunità straordinaria ovvero quello di essere stata pronta a una chiamata inaspettata. La tragedia dell’alluvione non ci ha permesso di correre, non vediamo l’ora di correre di nuovo lì, ma tutto sta nel capire nella volontà di investire nella F1 come piattaforma di spettacolo e di business che non può più essere a livello privato, è il nostro paese che deve fare una scelta precisa”.

È strano, ma quando l’autodromo imolese è servito a salvare un calendario falcidiato dall’epidemia, da Domenicali non è mai stato fatto nessun riferimento a problemi di riammodernamento dell’impianto. Eppure c’erano anche allora, ma andava benissimo correre a Imola. Adesso, dopo gli annunci del mese di novembre che parlavano di una partita ormai chiusa, l’annuncio di Domenicali arriva come un fulmine a ciel sereno. Facendo trasparire qualche problematica nella trattativa. Lo sforzo profuso dal Conami per l’Enzo e Dino Ferrari non è stata poca cosa: un ente che ha come azioni principali la realizzazione e la gestione di infrastrutture impiantistiche, gestioni patrimoniali e immobiliari: dall’altro le iniziative e la partecipazione in società al fine di promuovere e sostenere l’innovazione e la sostenibilità ambientale, economica e sociale.


In questo quadro appare ormai evidente una spiccata vocazione motoristica da parte dell’ente. Un Consorzio che sembra ormai aver snaturato la sua principale “mission”. Sostanzialmente, parliamo di un territorio che ha investito molte risorse nella Formula 1, che potrebbero venire meno per altri servizi.