SU NETFLIX È USCITO IL “SUPERVISSUTO” : INTERVISTA “BOMBASTICA” A CLAUDIO GOLINELLI, TRA I PROTAGONISTI DELLA SERIE. RACCONTI E ANEDDOTI DEL PIU IMPORTANTE BASSISTA ITALIANO, “IL GALLO”È UN IMOLESE DOC


Che ricordi hai della Steve Rogers Band e di Massimo Riva? Eravate molto legati.
«La Steve Rogers Band è stata una goduria. Non sai quanto ho pianto per Massimo..
Per me era come un fratello. Ho vissuto male quel momento. Male. Quella sera in cui è morto c’erano le partite in tv, mi ricordo come se fosse ieri.. Ci siamo visti. “Ciao Ciao” poi lui è tornato a casa sua a vedere Udinese-Juve. Provo a chiamarlo, la Juve stava perdendo, il telefono suonava a vuoto; ho pensato non rispondesse perché non voleva essere preso per il culo per via della sconfitta della Juve. E invece..
La mattina dopo ci dovevamo trovare perché c’erano le prove al capannone, a Casalecchio. Roccia lo chiama e non risponde. Pensavamo si fosse addormentato. Io mi trovavo già a Casalecchio, ero al telefono con Roccia che mi ha detto che Riva era chiuso dentro casa e bisognava chiamare Polizia e Pompieri per aprire la porta. Poi mi sono spostato nella stanza dove erano le chitarre, mentre ero al telefono con Roccia, mi ha comunicato che lo avevano trovato senza vita… »


Che ricordi hai della prima edizione dell’Heineken Jammin Festival: il primo leggendario concerto a Imola di Vasco.

« Siamo stati i primi a fare un grande concerto in Autodromo. Era un esperimento. Abbiamo aperto la strada per tante altre edizioni. Mi ricordo l’apertura solo con Vasco e Massimo sulle note di “Quanti anni hai”.
Non ho memoria, ma queste cose sono impresse nel cuore. 1998, Heineken. Fu tutto un crescendo per oltre due ore. Cazzo, una cosa bellissima. Da lì è iniziata tutta un’era di grandi concerti. Con ovviamente le altre tre volte a Imola. »

Vasco ti “rubò” a Gianna Nannini…Come avvenne?

«Io suonavo benissimo con Gianna Nannini. Poi suonavo anche con Celentano e Battiato. Con Gianna ero fisso. Nel 1984 Vasco mi chiese di andare a suonare nella sua band dopo che uscì dal carcere. Già suonavo con lui nei dischi, infatti Siamo solo Noi l’ho fatta nel 1979. Mi chiama e mi disse “senti, sono uscito, voglio fare un grande tour, devi venire con me”. Ho lasciato Gianna che non mi ha salutato per dieci anni. Eh…Era un po’ incazzatina. Ora abbiamo fatto la pace, sono andato a trovarla anche l’anno scorso. Gianna la adoro, è una grande artista. Ma non mi sono pentito della mia scelta. Eravamo sempre in Germania, i tedeschi erano fuori di testa.
Diventavano matti coi nostri concerti. Arrivammo a fare 45 date in due mesi. »


Sei stato il bassista preferito anche da Adriano Celentano
«Con Celentano abbiamo fatto diverse tournèe europee. Lui mi voleva sempre a mangiare con lui. A tavola cantavamo sempre le sue vecchie canzoni. Ci divertivamo. Purchè non si bestemmiasse. Mi ha sempre voluto bene. Eravamo a suonare a Mosca, lui arrivò il giorno dopo di me perché non viaggia in aereo, è arrivato in auto un giorno dopo. Quando arriva chiede a tutti: “dov’è il Gallo?” Allora manda il percussionista a cercarmi. Finisco e arrivo subito, gli dissi. Mi vuole tanto bene. Avevamo un bel rapporto, “Adrianone” è una persone molto sensibile. Si è ricordato di me anche quando stavo poco bene. »


Nel 2024 ci sarà un nuovo grande tour di Vasco negli stadi. Ci sarà anche il Gallo?
«Mi ha già impegnato. Immaginavo mi chiamasse, sono prontissimo. Certo, non lo do per scontato. Lo amo Vasco. L’anno scorso avevo un problema ai reni e facevo solo l’ultima parte dei concerti. Ho un poster enorme della foto di noi due al concerto di Bologna, dove gli accendo una sigaretta.»
È una foto molto bella
«Eravamo a sedere nei monitor, durante l’Unplugged, quando è arrivata una sigaretta. “Dai va là, la accendiamo” . Allora gliel’ho accesa, una foto bellissima. Avevo la maglia del Bologna. Ma Vasco è dell’Inter. Lo faccio incazzare ogni volta.»

Com’è nato uno dei capolavori che hai creato per Vasco, Siamo Solo Noi?

«È la prima cosa che ho fatto per lui, credo fosse il ’79. È nata dopo una notte in bianco. Ero tornato a casa dalla tournée con la Nannini, non avevo dormito. Poco tempo prima Vasco era venuto a Modena a vederci. Elmi mi spiegò che serviva una intro prima dell’inizio di questo pezzo, perché gli accordi erano simili a “Colpa d’Alfredo.” Mi misi lì di notte e venne fuori Siamo Solo Noi. Sono stati momenti storici e romanici. »

Qual è la canzone che ti piace di piu suonare dal vivo?

«Ce ne sono tante. Sono soddisfatto del basso che eseguo in Sally, ultimamente ci ho fatto un “basso della madonna”. Sono molto contento, i primi giri di basso erano tutti miei, Mi si Escludeva, Portatemi Dio, Gli Spari Sopra. »

Modena Park?

«Ci siamo allenati per 16 giorni con 6 ore al giorno di prove per fare 4 ore piene di concerto. C’erano tutti i vecchi successi, è stato meraviglioso. Irripetibile e sensazionale. Ci ho lasciato il cuore. Alle 3 e mezza di notte siamo riusciti a uscire dal palco, andavamo in auto verso l’hotel e c’era la gente ancora in strada che cantava.»