IMOLA/ I numeri ufficiali emersi dal mio ultimo accesso agli atti aprono ufficialmente il vaso di Pandora sulla reale situazione della sicurezza e del degrado a Imola. I dati forniti dal Comando della Polizia Locale del Nuovo Circondario Imolese non sono semplici statistiche, ma rappresentano la pietra tombale sulla fallimentare politica di gestione del territorio portata avanti da questa Giunta di sinistra. Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile: da un lato assistiamo a un’esplosione di violazioni, dall’altro la certezza della pena è totalmente azzerata da una capacità di riscossione che definire ridicola è un eufemismo. Lo dichiara il Consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Simone Carapia.

Entrando nel dettaglio della documentazione, analizza l’esponente del partito di Giorgia Meloni balza subito all’occhio la totale inefficacia delle tanto sbandierate ordinanze sul divieto di consumo di alcolici nella zona rossa ampliata alla Rocca Sforzesca e alle Acque Minerali e nelle aree limitrofe. Se nel 2022 e nel 2024 la Polizia Locale non ha registrato alcuna sanzione, e negli anni intermedi i numeri erano marginali (12 sanzioni nel 2023 e appena 3 nel 2025), il 2026 fa segnare un’impennata record e preoccupante con ben 28 sanzioni accertate fino al 23 ottobre. Questo non significa che prima il problema non esistesse, ma semplicemente che la situazione è ormai degenerata a tal punto da costringere a interventi a raffica, fotografando un fenomeno strutturale e non più sporadico.

La mappatura geografica dei verbali del 2026 è lo specchio fedele delle segnalazioni che raccogliamo quotidianamente dai cittadini esasperati. Il cuore del degrado è l’area adiacente alla Stazione Ferroviaria (Piazzale Marabini), che da sola colleziona ben 15 sanzioni, diventando di fatto una zona franca di bivacco a qualsiasi ora del giorno e della notte. Non va meglio nel Centro Storico con 7 sanzioni, né in arterie cruciali come viale Costa (2), via Appia/Carducci (2), via Cavour (1) o l’area verde tra via D’Azeglio e via Molino Vecchio (1). Interi quadranti cittadini sono ostaggio di persone che consumano alcolici in totale spregio delle regole della civile convivenza.

Ma lo scandalo nello scandalo, il dato che grida vendetta e che dimostra l’assoluta impotenza dell’amministrazione comunale, riguarda il capitolo economico delle sanzioni. Nel corso del 2026, a fronte di ben 3.808,00 euro di sanzioni amministrative legittimamente accertate e contestate, l’importo totale effettivamente riscosso dalle casse pubbliche è di miseri 150,00 euro. Avete capito bene: non viene incassato nemmeno il 4% del dovuto. Una tendenza che purtroppo non è nuova, visto che nel 2025 su 300 euro accertati l’incasso è stato pari a zero, e nel 2023 si sono recuperati appena 100 euro su 600. Chi viola i divieti a Imola sa benissimo che, anche nella rara ipotesi in cui venga multato, la passerà liscia perché dal Comune non riuscirà mai a riscuotere un solo centesimo.

È troppo comodo per il Sindaco e la sua maggioranza riempirsi la bocca con la parola sicurezza o firmare provvedimenti restrittivi da usare come foglia di fico per placare i comitati dei residenti, se poi l’azione amministrativa si ferma al pezzo di carta. Le ordinanze senza controlli asfissianti e senza una reale capacità di riscossione diventano un boomerang che ridicolizza le istituzioni e incentiva i malintenzionati a continuare a fare i propri comodi. La Polizia Locale fa i salti mortali con le risorse che ha, ma manca una chiara e ferrea volontà politica di dare una svolta alla gestione dell’ordine pubblico.

Fratelli d’Italia non assisterà passivamente al declino della nostra città. Porterò questa documentazione in Consiglio Comunale per pretendere risposte chiare dalla Giunta. Vogliamo sapere come intendono procedere per riscuotere i verbali insoluti e, soprattutto, quali misure strutturali intendono introdurre. Servono pattugliamenti fissi e interforze nelle zone calde come la stazione e il centro storico, telecamere efficienti e la reale applicazione del Daspo urbano. La tolleranza zero contro il degrado non è uno slogan elettorale, ma un diritto sacrosanto degli imolesi che pagano le tasse e vogliono vivere in una città sicura, conclude Carapia.