ALFONSINE – Polemica a sfondo “horror” ad Alfonsine per la notte di Halloween. Una trovata promozionale ideata da un’agenzia di onoranze funebri locale ha scatenato la dura reazione della Democrazia Cristiana, che ha denunciato l’iniziativa come irrispettosa nei confronti dei defunti e delle famiglie in lutto, chiedendo l’intervento del sindaco.

Al centro del caso, un post apparso sul gruppo social “Sei di Alfonsine se…” in cui si invitavano i cittadini a partecipare a un’esperienza “da brividi”: recarsi in Corso Matteotti, nella zona del mercato coperto, per salire a bordo di un carro funebre ed entrare fisicamente dentro una vera bara. A rendere la trovata particolarmente indigesta agli occhi dei critici è stata la scelta della location, posizionata strategicamente proprio in un’area in cui erano presenti manifesti a lutto, a ridosso delle festività di Ognissanti e della Commemorazione dei Defunti.

L’uscita non è passata inosservata alla politica locale. Daniela Alì, consigliera comunale della Dc ad Alfonsine, ha condannato fermamente l’operazione: “Proporre di vivere l’esperienza di salire dentro un carro da morto banalizza e spettacolarizza un momento di dolore profondo legato alla perdita e al lutto. Posizionarsi strategicamente dove ci sono i manifesti a lutto rende la trovata ancora più inopportuna e insensibile”. Secondo la consigliera, trasformare simboli così dolorosi in un’operazione di marketing calpesta il decoro e la sensibilità dell’intera comunità.

Sulla stessa linea il segretario provinciale della Dc di Ravenna, Giovanni Morgese, che ha lanciato un appello pubblico al sindaco Riccardo Graziani: “Non vogliamo apparire bacchettoni o demonizzare Halloween, ma a tutto c’è un limite. Il carro funebre non è una giostra e la bara non è un set fotografico. Rappresentano l’ultimo viaggio di una persona. Si può fare paura e divertirsi in mille modi creativi senza calpestare il dolore degli altri”. Da qui la richiesta formale al primo cittadino di verificare le autorizzazioni e di invitare gli organizzatori a fare un passo indietro, nel nome di quel delicato equilibrio tra festa e rispetto che la comunità di Alfonsine ha sempre cercato di tutelare.