Casa della Comunità, luci e ombre all’Ospedale Vecchio. Vella (Noi per Imola): “Pompose inaugurazioni, ma i muri cadono a pezzi”

IMOLA – A pochi mesi dal taglio del nastro della nuova Casa della Comunità presso gli storici spazi dell’Ospedale Vecchio, si accende il dibattito sulle reali condizioni in cui versa il complesso architettonico. A sollevare la questione è Marinella Vella, ex consigliera comunale e attuale membro dell’Associazione civica “Noi per Imola”, che attraverso una dura nota denuncia il forte contrasto tra le aree appena rinnovate e quelle lasciate all’incuria.

L’esponente civica parte facendo il punto sull’intervento inaugurato la scorsa primavera e sulle risorse investite. «La Casa della Salute, subito ridefinita Casa della Comunità forse per scaramanzia, che si trova presso l’Ospedale Vecchio, è stata inaugurata nel mese di marzo», ricorda Vella, sottolineando le cifre del cantiere: «Per realizzarla sono stati riqualificati, solo per la parte edilizia, 2.300 mq di superficie grazie ai fondi del Pnrr (2.900.000 euro)». Al finanziamento europeo si sono aggiunti anche «100.000 euro della Regione», un contributo su cui l’ex consigliera non risparmia una stoccata sarcastica, aggiungendo che viale Aldo Moro «non si è certamente sciupata».

Ma il vero nodo sollevato dall’Associazione “Noi per Imola” riguarda il decoro degli spazi adiacenti ai nuovi ambulatori.

Secondo Vella, infatti, «una struttura considerata innovativa, organizzata con servizi socio-sanitari vecchi e nuovi, meriterebbe cura e lustro non solo nel chiostro, dove si è svolta la pomposa inaugurazione, ma anche nei porticati adiacenti». L’ex consigliera punta il dito contro lo stato manutentivo delle facciate, segnalando aree «con i muri gravemente sbrecciati da anni». Si tratta, continua l’esponente di “Noi per Imola”, di «un degrado bruttissimo da vedere per chiunque vi transita e che poco si confà alla nuova Casa della Comunità».

Una situazione di fatiscenza che, stando alle dichiarazioni di Vella, non si limiterebbe all’ingresso principale, ma si estenderebbe ad altre zone critiche e molto frequentate dai cittadini, «per non parlare dei muri esterni presso il centro prelievi, nella parte posteriore dell’Ospedale Vecchio».

La denuncia si chiude con una precisa chiamata in causa delle istituzioni cittadine e dei vertici della sanità locale, affinché intervengano sui tavoli bolognesi. «Si auspica – conclude infatti Marinella Vella – che il sindaco Panieri e la direttrice dell’Ausl Aimola, al di là dei bei discorsi propagandistici dell’inaugurazione, sollecitino la Regione a fare di più e a garantire all’Ospedale Vecchio gli interventi necessari per riparare i muri». Lavori ritenuti ormai indispensabili per cancellare «uno stato di incuria e di abbandono che la nostra bella città non merita».