Un ritrovamento inquietante e un’ombra di omissioni stanno scuotendo la comunità di Solarolo. Una bomba risalente alla Seconda Guerra Mondiale è stata dissotterrata sotto la rete ferroviaria cittadina a seguito di una dettagliata segnalazione anonima. Il caso, dai contorni ancora oscuri, è ora al vaglio della Procura di Ravenna.Tre responsabili dei lavori ferroviari tra Solarolo e Castel Bolognese sono indagati per aver ritrovato e poi sepolto nuovamente di nascosto una bomba della Seconda Guerra Mondiale nel 2024, invece di segnalarla alle autorità per la bonifica. L’ordigno è rimasto sotterrato sotto un ponte per oltre un anno, fino a quando delle segnalazioni anonime – riconducibili allo stesso capo cantiere – hanno permesso agli artificieri di ritrovarlo e neutralizzarlo in sicurezza nell’autunno del 2025.

La telefonata anonima e l’accusa di occultamento

A portare alla luce l’intera vicenda sono stati i gruppi consiliari di minoranza, “Insieme Salviamo Solarolo” e “Sì Cambia Solarolo”. Secondo quanto ricostruito, il 1° settembre 2025 alcune famiglie residenti nei pressi di Vicolo Pilastrino Ovest hanno ricevuto una misteriosa telefonata anonima recante un avvertimento perentorio: «State lontani dal ponte».

La voce anonima ha rivelato un dettaglio allarmante: durante i lavori ferroviari post-alluvione del giugno 2024, un ordigno inesploso risalente alla seconda guerra mondiale, sarebbe stato rinvenuto e, anziché essere denunciato per la bonifica, sarebbe stato deliberatamente cementato nella spalla sinistra del ponticello sul rio.

L’operazione di recupero

Allertati immediatamente, i Carabinieri di Solarolo hanno attivato i protocolli di sicurezza. Nella notte tra l’8 e il 9 novembre 2025, dopo aver sospeso la circolazione dei treni sulla linea Ravenna-Castel Bolognese, sono partiti gli scavi. Operai di RFI e della ditta appaltatrice hanno lavorato sotto l’attenta supervisione delle forze dell’ordine e degli artificieri della Folgore. Attorno alle 5 del mattino, a circa due metri di profondità, la bomba è stata effettivamente trovata, esattamente nel punto indicato dalla segnalazione anonima. L’ordigno è stato poi rimosso e messo in sicurezza.

Preoccupazioni per il futuro: il nodo del quadruplicamento ferroviario

Solarolo è un territorio pesantemente segnato dalla Seconda Guerra Mondiale. Nell’aprile del 1945, durante l’Operazione Wowser, la zona subì bombardamenti a tappeto (con oltre 5.000 bombe sganciate), il che rende il sottosuolo ancora potenzialmente disseminato di residuati bellici.

Questo contesto storico alimenta le forti preoccupazioni della minoranza politica, specialmente in vista del futuro progetto di quadruplicamento ferroviario, che prevede la costruzione di un viadotto con piloni conficcati fino a 12 metri di profondità. Le opposizioni hanno pertanto chiesto di sospendere il progetto finché la magistratura non farà piena luce sulla gestione passata dei cantieri.

Le indagini della Procura e la posizione del Comune

Interrogata sull’argomento, la sindaca Maria Diletta Beltrani ha precisato che per legge l’onere della ricerca e della bonifica bellica sui cantieri ferroviari spetta unicamente a RFI, escludendo una competenza diretta di controllo da parte del Comune. L’amministrazione ha annunciato che attenderà l’esito dell’inchiesta giudiziaria prima di valutare eventuali azioni legali a tutela dell’ente.

Ora la parola passa alla magistratura di Ravenna, chiamata a rispondere a un interrogativo inquietante: l’ordigno fu davvero scoperto e volontariamente nascosto nel cemento nel 2024? Dalle risposte a questa domanda dipenderanno le future iniziative del Comune e la prosecuzione in sicurezza delle grandi opere ferroviarie locali.