La tragedia dei giorni scorsi in via Bellini ha fatto ripiombare la memoria a quella sera di luglio di ventiquattro anni fa, quando il quartiere della Pedagna fu sconvolto da un dramma dettato dalla gelosia. Un regolamento di conti, con colpi d’arma da fuoco esplosi a freddo dentro a un noto locale della zona, nel bel mezzo di una sala affollata di clienti. Una ferita che i residenti faticano a dimenticare e che oggi, seppur per una vicenda completamente diversa, riapre il dolore e scuote nuovamente la comunità.
Imola. La vittima e l’assassino si erano dati appuntamento: un omicidio-suicidio passionale consumato in un noto locale di Piazza Mozart. Nell’assistere alla scena, un cliente fu stroncato da un infarto. L’omicida premette il grilletto più volte, colpendo il «rivale» alla testa, per poi togliersi la vita poco distante, dietro il Conad di Via Baruzzi.
Era la sera del 16 luglio 2002. M.D. sparò all’uomo che riteneva il suo rivale in amore e poi si uccise rivolgendo l’arma contro se stesso. Nel bel mezzo della tragedia perse la vita, suo malgrado, anche una terza persona: un cliente del bar di 63 anni, che si sentì male alla vista dell’agguato e morì poco dopo in ospedale. In quei drammatici istanti, mentre il tranquillissimo bar-pub piombava nel caos, i clienti fuggirono terrorizzati e il titolare cercò riparo sotto il bancone. Poi l’eco dei giornali, l’assedio delle televisioni arrivate da tutta Italia, e oggi, improvvisamente, la Pedagna si ritrova a rivivere quell’inquietante atmosfera.
Erano entrambi di Bagnara di Romagna, in provincia di Ravenna, e avevano 49 anni l’assassino e la vittima. M.D. nutriva il disperato sospetto che S.M. avesse una relazione con sua moglie.
Quel giorno l’uomo aveva convocato il «rivale» nel locale di Piazza Mozart, forse pretendendo un chiarimento, presentandosi al tavolo insieme a una cognata. Dopo aver ordinato da bere, l’equilibrio si era spezzato all’improvviso: l’omicida si era alzato urlando, aveva estratto la pistola e aveva esploso due colpi contro il rivale, colpendolo mortalmente alla testa. Poi la fuga disperata fuori dal locale, fino all’epilogo tragico consumato nel parcheggio dietro il Conad di Via Baruzzi.
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