La tragedia nel tranquillo quartiere della Pedagna. La vittima è Francesco Mongardi, 78 anni, storico ristoratore imolese. La moglie Gabriella, coetanea, è stata arrestata in flagranza e si trova nell’infermeria del carcere della Dozza.

IMOLASgomento, perplessità e profondo dolore. Sono questi i sentimenti che avvolgono il quartiere Pedagna, tranquilla e residenziale zona di Imola dove “non succede mai niente”. In un caldo pomeriggio di fine estate, il civico 1 di via Bellini è diventato il teatro di un dramma familiare maturato nel buio della malattia e della fragilità senile. Una donna di 78 anni, affetta da demenza, ha impugnato un coltello da cucina e ha inferto una serie di fendenti mortali al marito coetaneo, Francesco Mongardi, costretto in sedia a rotelle a seguito di un ictus che gli aveva causato gravi problemi motori. Sotto choc il figlio. I vicini di casa sostengono che la coppia fosse molto unita.

Una famiglia conosciuta e stimata

La notizia ha letteralmente scioccato il vicinato e l’intera città. Francesco Mongardi era infatti una figura storica e amatissima a Imola. Ex ristoratore, aveva gestito per anni insieme al fratello il noto locale “Il Campanaccio” al Piratello. In seguito, aveva affiancato il figlio nella gestione della tabaccheria di via Rossini. Fino a qualche anno fa, prima che la malattia lo costringesse su una sedia a rotelle e poi a letto, era consuetudine incrociarlo a passeggio per le vie del quartiere. Sconvolto dalla tragedia proprio il figlio della coppia, che solo qualche anno fa, con un atto di profondo amore filiale, aveva fatto ristrutturare l’appartamento al quarto piano installando un ascensore, per garantire al padre disabile una migliore qualità di vita.

La dinamica della tragedia

Tutto si è consumato in pochi, fatali istanti. Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, la badante che assisteva i due anziani coniugi si era allontanata dall’abitazione per pochi minuti per fare la spesa. In quel breve lasso di tempo, nella mente della 78enne è scattato un cortocircuito fatale. La donna ha preso un coltello, forse da cucina e si è accanita sul marito allettato. L’uomo ha tentato disperatamente di urlare e chiedere aiuto, ma per le strade deserte nessuno è riuscito a udire la sua richiesta di soccorso.

Al suo rientro, la badante si è trovata di fronte a una scena agghiacciante: Francesco Mongardi riverso senza vita e la moglie in evidente stato confusionale, con i vestiti macchiati di sangue. Immediata la chiamata ai soccorsi. Sul posto sono precipitati i sanitari del 118, ma per l’anziano non c’era ormai più nulla da fare.

Le indagini e l’arresto

L’appartamento è stato presto raggiunto dai Carabinieri della Compagnia di Imola, supportati dagli specialisti della Sezione Investigazioni Scientifiche (SIS), dal medico legale e dal Sostituto Procuratore Roberto Ceroni, titolare del fascicolo. All’arrivo delle forze dell’ordine, la donna non è stata in grado di fornire alcuna spiegazione sull’accaduto, dicendo di non ricordare nulla. Arrestata in flagranza di reato con l’accusa di omicidio volontario, è stata prima accompagnata in ospedale per una valutazione psichiatrica e poi trasferita presso l’infermeria del carcere bolognese della Dozza.

Il nodo delle condizioni di salute e gli sviluppi

L’ipotesi principale al vaglio degli inquirenti è che l’omicidio sia maturato in un contesto di estrema fragilità, logoramento e decadimento cognitivo legato all’età e alle patologie di entrambi i coniugi. La donna, assistita dall’avvocato Gabriele Bordoni, attende ora gli sviluppi giudiziari. La Procura ha intanto disposto l’autopsia sul corpo del marito, che sarà eseguita nelle prossime ore, e presumibilmente incaricherà un consulente per la perizia psichiatrica volta a valutare la capacità di intendere e di volere dell’indagata.

Nel frattempo, la difesa e il Pubblico Ministero sono già al lavoro per trovare una soluzione alternativa alla detenzione carceraria: vista l’età avanzata e la gravità della demenza senile da cui è affetta, le condizioni della 78enne appaiono del tutto incompatibili con il regime carcerario, rendendo necessario il suo affidamento a una struttura sanitaria adeguata.