La disavventura di una 39enne di Lugo. Il portale di Trenitalia le aveva impedito di comprare il titolo di viaggio per il proprio animale domestico. Dopo aver presentato reclamo, la sanzione è lievitata.

Eleonora Berretti, medico psichiatra di 39 anni, si è vista recapitare a casa una sanzione di ben 315,56 euro per aver viaggiato a bordo di un treno senza trasportino e senza l’apposito titolo di viaggio per il proprio cane. Un’infrazione che, in realtà, la donna non aveva alcuna intenzione di commettere: l’assenza del biglietto è infatti scaturita da un evidente disservizio informatico.

I fatti risalgono a più di un anno fa. Dovendo affrontare uno spostamento in treno con il proprio animale domestico, la professionista aveva tentato di acquistare il regolare biglietto per il cane tramite il portale online. Tuttavia, al momento del pagamento, la piattaforma le aveva negato l’operazione, mostrando il messaggio di errore: “Il servizio non è vendibile in Emilia-Romagna”.

Non avendo alternative, la 39enne era salita comunque a bordo. Durante il tragitto è arrivato il controllo e la conseguente contestazione dell’irregolarità. La multa iniziale ammontava a circa 80 euro se pagata immediatamente a bordo, o 100 euro se saldata entro pochi giorni. Sconcertata di fronte a una sanzione causata da una falla del sistema e non da una sua negligenza, Berretti ha deciso di non pagare e ha sporto un reclamo formale.

«Mi sembrava un’ingiustizia e così ho scelto di non conciliare all’istante, ma di procedere con il reclamo», ha raccontato la donna denunciando l’accaduto al Corriere della Sera.

A distanza di 390 giorni, è arrivato l’epilogo amaro: il ricorso non è stato accolto e la contravvenzione, per via degli interessi e delle more maturate nel tempo, è lievitata alla cifra di 315,56 euro.

La vicenda solleva legittimi interrogativi sui disservizi informatici per chi si muove con animali al seguito. Se da un lato il regolamento aziendale stabilisce chiaramente che sui treni regionali i cani possono viaggiare fuori dal trasportino solo se provvisti di regolare biglietto (generalmente ridotto del 50%), dall’altro resta il paradosso di un sistema che, andato in blocco, impedisce al passeggero di mettersi in regola, finendo poi per penalizzarlo.

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