È morto all’ospedale maggiore di bologna Riccardo Amadori, imprenditore edile imolese di 32 anni. L’uomo era impegnato nella manutenzione di un escavatore nella vecchia casa di campagna di famiglia, sui colli imolesi, a Ponticelli: un luogo isolato, ormai usato come solo deposito, quando per cause ora al vaglio è stato colpito dalla cabina del mezzo su cui stava lavorando, un semicingolato.

Il fatto è avvenuto il 20 agosto poco dopo le 13.

Sul posto sono intervenuti sanitari e Carabinieri: vista la gravità dell’infortunio l’uomo è stato portato in elicottero a Bologna, ma è deceduto poco dopo essere arrivato al Pronto Soccorso.  

A soli due mesi dall’infortunio mortale di giugno, in cui un operaio di 55 anni è precipitato dal tetto di un’azienda meccanica di Imola, un altro lavoratore, trentaduenne imprenditore edile, ha perso la vita in un’azienda imolese. Alla sua famiglia vanno le condoglianze della Camera del Lavoro territoriale.

«Pur non entrando nei dettagli dell’incidente, la cui dinamica è attualmente al vaglio delle autorità competenti e della Medicina del Lavoro dell’Ausl di Imola, ribadiamo con fermezza che è inaccettabile morire lavorando – affermano Andrea Berti, segretario generale Fillea Cgil Imola e Stefano Moni, segretario generale Camera del Lavoro di Imola –. Quello accaduto è l’ennesimo caso in Italia nel settore dell’edilizia e del movimento terra, in cui gli infortuni legati ai mezzi pesanti, alle manovre di cantiere e alle cadute dall’alto costituiscono una piaga costante. È evidente la necessità inderogabile di una formazione adeguata, di manutenzioni rigorose effettuate con attrezzature di supporto idonee e dell’adozione di presidi di protezione adeguati. Allo stesso tempo, è un dovere far rispettare tutti i protocolli di sicurezza e incrementare i controlli degli organi ispettivi sui luoghi di lavoro.

Come Fillea e Cgil continueremo la nostra mobilitazione per pretendere che imprese, istituzioni e parti sociali facciano della sicurezza una priorità non negoziabile. Fino a quando la sicurezza sarà considerata solo un costo su cui risparmiare, il numero degli infortuni purtroppo non diminuirà. Per noi la tutela delle persone viene prima di tutto: per tutta l’estate, infatti, abbiamo segnalato i cantieri che violavano l’ordinanza regionale sul caldo estremo, facendo lavorare gli operai anche nelle fasce orarie non consentite nei giorno ad alto rischio»

Cordoglio e vicinanza viene espresso dal Comune di Imola “alla famiglia, ai colleghi e agli affetti del giovane imprenditore imolese tragicamente scomparso”, scrive l’amministrazione in una nota. “La perdita di una vita spezzata a soli 32 anni durante lo svolgimento della propria attività lavorativa rappresenta un dolore immenso per l’intera comunità. Di fronte a questa tragedia, si rinnova con forza la consapevolezza di quanto la sicurezza nei luoghi di lavoro costituisca un tema cruciale, prioritario e inderogabile, che chiama tutti a un impegno costante a tutela della dignità e della vita delle persone”.