Area Blu S.p.A., debiti bancari e cantieri lumaca. Sangiorgi (FDI): “Chi paga il conto delle scelte politiche sulla pelle dei cittadini di Imola?”

IMOLA, 03.07.2026 – Un bilancio che solleva forti dubbi e un modello operativo che sembra fare acqua da una prospettiva di pura prudenza finanziaria. È questo lo scenario che emerge dall’analisi degli ultimi dati contabili di Area Blu S.p.A., la società in house partecipata al 90,5% dal Comune di Imola.

Nonostante la relazione ufficiale sul governo societario escluda rischi di crisi nel breve periodo, i numeri raccontano una realtà fatta di forte dipendenza dai soldi dei contribuenti, un’esplosione di cantieri non completati e scelte di investimento a dir poco discutibili.

Il cortocircuito degli acconti: cassa piena ma “vincolata”

Il dato più macroscopico è l’impennata degli acconti versati dai Comuni committenti, passati da 7,9 a ben 13,7 milioni di euro. Una crescita di 5,8 milioni che rappresenta un campanello d’allarme. Quei milioni in cassa non sono profitti guadagnati, ma anticipi contrattuali per opere (strade, verde pubblico, ristrutturazioni) che Area Blu deve ancora finire.

La società si trova a gestire una “diga” di liquidità prestata: se i cantieri sul territorio subiscono ritardi burocratici o intoppi nella rendicontazione dei fondi europei e del PNRR, la società rischia il blocco, perché deve comunque continuare a pagare i fornitori esterni, verso i quali ha già debiti altissimi per 10,05 milioni di euro.

900mila euro di nuovo debito per la sede: era davvero necessario?

In questo quadro di forte incertezza sui cantieri aperti, la scelta della governance di accendere un nuovo mutuo bancario da circa 850.000 euro (per ristrutturare la sede di Via Poiano € 568.000) appare come una forzatura economica. I cittadini devono sapere che questa operazione ha fatto schizzare gli oneri finanziari (gli interessi pagati alle banche) del 210%, passando da 14.000 a oltre 46.000 euro.

Area Blu è una “stazione appaltante pura”: coordina le carte, fa i bandi, ma esternalizza quasi tutti i lavori materiali a ditte e cooperative terze. Non è un’impresa edile. Perché allora immobilizzare quasi un milione di euro nel mattone per una nuova sede? La società ha già uffici funzionanti e un organico composto da ben 72 impiegati amministrativi a fronte di appena 15 operai effettivi?

Il “paracadute” della politica: Imola rischia, i soci minori decidono

C’è poi un nodo politico non indifferente legato allo Statuto e alla governance. Il Comune di Imola detiene il 90,5% delle quote: questo significa che i cittadini imolesi si accollano la quasi totalità dei rischi economici di Area Blu. Tuttavia, per via delle regole del “controllo analogo congiunto”, le decisioni strategiche vengono condivise in assemblea anche con piccoli Comuni del circondario che detengono percentuali infinitesimali (come Lugo allo 0,28% o Mordano allo 0,21%).

Il forte sospetto è che questa struttura societaria frammentata serva alla Giunta di Imola come un perfetto “scudo politico”: quando c’è da tagliare il nastro di un’opera la politica si espone, ma quando emergono criticità finanziarie o debiti bancari ci si nasconde dietro la gestione collegiale della S.p.A. privatistica.

I cittadini di Imola hanno il diritto di ricevere risposte chiare dalla Giunta e dal Sindaco:

Perché il Comune ha autorizzato un nuovo debito bancario da 850.000 euro se la società dichiara una situazione solida? Quali strumenti di controllo esercita il Comune di Imola, socio al 90,5%, sulle scelte strategiche della società? Qual è l’utilità pubblica di spendere risorse per una nuova sede di uffici amministrativi anziché destinarle alla manutenzione urgente delle nostre strade e del verde pubblico?

L’amministrazione PD spiegherà ai cittadini come vengono spesi i loro soldi nel Consiglio Comunale del prossimo 9 luglio?

(Presidente Commissione Bilancio – Manuela Sangiorgi- Gruppo Consiliare Fratelli d’Italia)