Le origini del progetto e la prima cassa
- La nascita del progetto: il geologo Miccoli, nel video, dichiara che “le casse del Senio nascono con un’idea all’inizio degli anni ’90 tra la Provincia e l’Università di Bologna”.
- Le modifiche allo studio iniziale: Riguardo al suo incarico, afferma: “Feci questo studio […] la cassa di monte dove l’avevano prevista loro l’ho annullata perché c’erano dei problemi geologici che erano insormontabili e indicai un’altra zona dove era già in atto un’altra attività estrattiva”.
- Il funzionamento della Cassa Centrale: Sulla prima opera realizzata, sostiene che “è stata seguita passo passo durante la realizzazione da parte di una commissione della regione […] ed è arrivata in fondo in modo perfetto”, aggiungendo che in oltre 10 anni “tutte le piene […] non hanno mai scalfito questa cassa qui”.
I problemi con la Cassa di Valle e le ditte private
- I mancati controlli regionali: Sull’avvio della seconda cassa, Miccoli spiega che in seguito a cambi di proprietà “i privati […] non vollero più una commissione regionale che seguiva i lavori e quindi noi non facemmo altro che affidarci alle attività di controllo tipiche del comune e della provincia”.
- Le proroghe oltre i limiti: Denuncia un’anomalia sui tempi di scavo: “Il progetto di escavazione durava 5 anni […] La norma prevede che al massimo si possa dare un anno di proroga, non di più. Queste proroghe qui sono andate avanti per 3 anni sempre su richiesta del Comune di Faenza”.
- Le irregolarità nei lavori: A seguito di una sua ispezione, dichiara: “Ci siamo accorti che la ditta che stava scavando aveva scavato in modo totalmente irregolare e assolutamente fuori da dove avrebbe dovuto scavare”.
Il nuovo progetto e i ritardi burocratici
- La riprogettazione: Miccoli afferma di aver dovuto rifare tutto “di sana pianta”, precisando: “Abbiamo rifatto l’intero progetto […] approfittando del fatto per rifare tutti i calcoli idrologici […] e abbiamo indovinato esattamente quello che era il volume di acqua che le casse dovevano svasare” (130 m³ al secondo).
- Il blocco dell’appalto: Riguardo al momento del suo pensionamento, dichiara: “Nel 31 marzo del 2021 io ho lasciato un progetto che era praticamente il progetto definitivo, bastavano 30 giorni di lavoro per confezionarlo […] Appare evidente che se nel 2021 fossero stati appaltati, adesso le casse sarebbero completate totalmente”. Al contrario, fa notare che “sono stati affidati con affidamento diretto quindi senza gara e senza progetto […] lavori per 7 milioni di euro”.
- Il documento nel cassetto: Racconta un episodio specifico sugli espropri: “Il dirigente della regione che ha ricevuto la nota con la quale doveva trasferire al Comune e alla provincia la norma per l’esproprio […] se l’è dimenticato nel cassetto dal novembre del ’22 al febbraio del ’24”.
Le conseguenze sul territorio
- I danni dell’opera incompiuta: Miccoli è categorico sulle conseguenze: “Una cassa di espansione per la laminazione delle piene […] se non è realizzato tutto come progetto non funziona, non può funzionare. Anzi […] danneggia dal punto di vista idraulico”.
- Il rischio a Cotignola: Conclude evidenziando i problemi noti della zona di Cotignola: “Se qualche d’uno si voleva chiedere perché capitava sempre a Cotignola, la risposta era chiarissima: finché non si fanno i lavori […] gli effetti dopo sono i disastri”.
Related posts
Cerca un articolo
Articoli Recenti
- Imola, guasto all’impianto di climatizzazione, ripristino in corso. L’Ausl si scusa per il disagio
- Crisi REALCO, debito da 98 milioni: pressing dei sindacati in attesa della nuova asta
- Dosi (FdI): “Riqualificazione del Santerno? Solo propaganda e piantine morenti”
- Raccolta firme contro la Centrale, Bianco: “Abbiamo sempre rispettato regole e normative”
- Il caso Area Blu: Bacchini (Noi per Imola) lancia l’allarme sui bilanci





