Nella giornata di ieri, 20 marzo, siamo stati contattati da un cittadino che segnalava che la sua compagna era stata allertata dall’AUSL di Imola, per effettuare un tracciamento in seguito a una positività da tubercolosi dopo l’accesso di un paziente in Pronto Soccorso. L’AUSL “«Le probabilità di aver contratto l’infezione sono molto basse

L’Ausl di Imola sta rintracciando 60 persone che erano transitate dal Pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Scaletta in concomitanza con la presenza di una persona successivamente risultata ammalata di tubercolosi. Come riporta il Corriere Romagna stamani, Il giorno è il 23 gennaio scorso, data in cui si è avvenuto l’accesso del paziente all’interno dell’Ospedale.

L’Ausl, sempre come riporta il quotidiano, riferisce che la “Diagnosi è stata scoperta successivamente, ed è stata attivata la profilassi ma contagio improbabile»

LA RISPOSTA DELL’AUSL

«In quell’occasione – spiegano al Corriere dall’Ausl di Imola – il paziente non era risultato affetto da tubercolosi. La diagnosi è stata formulata soltanto in un secondo momento e ci è stata comunicata da Ravenna, dove ha sede il reparto di Malattie infettive, il 17 febbraio scorso. Da quel momento sono immediatamente scattate tutte le verifiche del caso, che hanno interessato inizialmente i contatti più stretti del paziente e, in una fase successiva, si sono estese anche ai contatti regolari. In entrambi i livelli di indagine sono emerse alcune positività, ma in tutti i casi si è trattato esclusivamente della forma latente della malattia. Attualmente queste persone sono sottoposte alla profilassi prevista per situazioni di questo tipo».

Le positività riscontrate nei primi due livelli di controllo hanno comunque spinto l’Ausl di Imola ad adottare il principio della massima precauzione. Per questo motivo, si apprende dalle pagine del Corriere Romagna in edicola oggi – il Servizio di Igiene Pubblica ha però ampliato ulteriormente il tracciamento a scopo precauzionale, includendo tutte le persone che si trovavano al Pronto soccorso nelle stesse ore. «Le probabilità di aver contratto l’infezione sono molto basse – fa sapere l’ente di viale Amendola – perché, nella maggior parte dei casi, la trasmissione avviene a seguito di contatti stretti e prolungati nel tempo. È quindi altamente improbabile che la semplice presenza all’interno di uno stesso ambiente sia sufficiente a determinare il contagio. In ogni caso, sono attualmente in corso tutti gli accertamenti e i test necessari per escludere con certezza eventuali trasmissioni».

Quando l’infezione si presenta in forma latente, il batterio è presente nell’organismo ma la persona non manifesta sintomi e, soprattutto, non è contagiosa. Diverso è il caso della malattia attiva, in cui il batterio si moltiplica, provocando sintomi evidenti e rendendo possibile la trasmissione ad altri soggetti. In entrambe le situazioni, tuttavia, la tubercolosi è oggi curabile grazie a speciali terapie basate su una combinazione di antibiotici, da assumere per un periodo di tempo prolungato e sotto stretto controllo medico.

Differenza tra Infezione e Malattia

Il testo chiarisce che la tubercolosi può presentarsi in due modi molto diversi:

CaratteristicaInfezione LatenteMalattia Attiva
SintomiAssenti (la persona sta bene)Presenti e evidenti
ContagiositàNon è contagiosaPuò trasmettere il batterio
Stato del batterioPresente ma “dormiente”Si moltiplica nell’organismo