La Ciclovia del Santerno tra Potenziale Turistico e Criticità Infrastrutturali Analisi sull’avvio dei lavori di ripristino post-alluvione, l’opportunità del cicloturismo e i dubbi tecnici sulla sicurezza del tracciato. Quando venne costruita, sui lavori si alzò una forte protesta di cittadini e associazioni ambientaliste perchè eseguiti in un periodo di riproduzione della fauna. I lavori vennero poi sospesi per qualche tempo.
Il Cicloturismo come Volano Economico per il Territorio La Ciclovia del Santerno rappresenta un’infrastruttura strategica con un potenziale di sviluppo straordinario per l’economia locale. Se adeguatamente valorizzata, manutenuta e dotata di soluzioni strutturali permanenti — come ponti dedicati in sostituzione dei precari guadi — l’opera potrebbe replicare i modelli di successo già consolidati in regioni come il Veneto o il Trentino.
Il cicloturismo di qualità, in particolare quello internazionale, costituisce una risorsa ad alto valore aggiunto. Un esempio virtuoso è offerto dalle colline di Faenza, dove numerose strutture agrituristiche, consorziate tra loro, riescono a operare con successo per otto mesi all’anno grazie a flussi costanti di visitatori stranieri. Questo indotto non si limita al solo pernottamento, ma genera esternalità positive per l’intero comparto agroalimentare ed enogastronomico locale, incentivando l’acquisto di prodotti tipici come il vino. La Ciclovia potrebbe dunque agire da attrattore per far confluire questi flussi turistici in zona, per poi estendersi anche verso l’entroterra faentino e le aree limitrofe.
I Lavori di Ripristino e lo Stanziamento dei Fondi
A seguito dei gravissimi danni causati dagli eventi alluvionali del maggio 2023, sono ufficialmente partiti gli interventi di ripristino e messa in sicurezza della ciclovia. L’opera di ricostruzione infrastrutturale è finanziata tramite i cospicui fondi commissariali straordinari stanziati dalla struttura guidata dal Generale Francesco Paolo Figliuolo.
I lavori per l’esecuzione delle opere sono stati affidati alla società Eurostab S.r.l. L’intervento del primo lotto prevede un investimento complessivo di 583.000 euro e una durata stimata dei cantieri di circa 100 giorni, finalizzati a restituire la piena fruibilità del percorso a residenti e turisti.
I Nodi Critici: Perplessità Tecniche su Guadi e Argini
Nonostante l’importanza strategica del riavvio dei cantieri, l’attuale impostazione progettuale solleva rilevanti perplessità sotto il profilo tecnico e della continuità del percorso. Il nodo principale è rappresentato proprio dai guadi, la cui costruzione aveva già suscitato in passato decisa contrarietà (come documentato ampiamente a livello fotografico). I guadi presentano il grave limite di impedire fisicamente il passaggio dei ciclisti ogni qualvolta il livello dell’acqua del fiume si innalza, interrompendo di fatto la ciclovia. E a produrre questo basta un’abbondante pioggia in collina.
Restano inoltre profonde riserve per i tratti realizzati a ridosso delle zone arginate, in particolare nella tratta compresa tra San Prospero e Mordano. In quest’area, il rischio legato alle piene fluviali espone l’infrastruttura a vulnerabilità costanti. Anche senza ipotizzare scenari drammatici di rottura arginale, fenomeni ordinari di erosione delle sponde possono compromettere la stabilità del percorso, richiedendo ulteriori e onerosi interventi di manutenzione su opere già complesse. Ma pensiamo ad esempio all’intervento dei mezzi d’opera, che debbono intervenire sugli argini. La ciclovia può rappresentare anche un intralcio per questo tipo di interventi?
“Ma quanto ci costerà sul lungo periodo la complessa convivenza tra quest’opera e il fiume? Il rischio concreto è che si trasformi in una vera e propria ‘tela di Penelope’: un’infrastruttura indubbiamente affascinante, ma situata in una zona così vulnerabile da richiedere una continua e gravosa emorragia di fondi pubblici per la sua manutenzione.”
La conclusione, da sempre sostenuta dai critici dell’opera, è di natura prettamente strutturale: la funzione primaria di un argine è la difesa idraulica. Un argine nasce per fare l’argine, non per ospitare una ciclovia.
Related posts
Cerca un articolo
Articoli Recenti
- Imola, malore sul camion : rianimato da due poliziotti
- Da un banale incidente all’assoluzione per ‘legittima difesa’: si chiude la vicenda di un ristoratore della Pedagna
- Imola, manca il 118 veterinario, ENPA Dozza«A Imola animali lasciati in balia del loro destino»
- Crisi idrica, Miccoli “Quarant’anni di blocchi politici e sprechi condannano l’agricoltura”
- Lugo, vandalismo in collegiata, la denuncia di Don Leo Poli





