Raid dei ladri al cimitero del Piratello: rubato il rame e distrutte le vetrate delle tombe di famiglia

Nel mirino 4 o 5 cappelle private. Asportate le coperture in rame e danneggiati pesantemente gli infissi. La rabbia dei proprietari: “Nessuna telecamera né allarme, i malviventi hanno agito indisturbati”

IMOLA Non c’è pace nemmeno per i defunti. Il cimitero monumentale del Piratello è stato recentemente teatro di un raid predatorio che ha preso di mira in modo specifico le cappelle di famiglia. Ignoti, nei giorni scorsi, si sono introdotti nel camposanto con il chiaro intento di fare razzia di rame, lasciando dietro di sé una scia di danni strutturali e tanta amarezza tra i concessionari delle tombe.

Secondo le prime ricostruzioni emerse dalle denunce di alcuni proprietari, il furto ha coinvolto almeno quattro o cinque tombe private. I malviventi si sono accaniti sui tetti delle strutture, strappando via le coperture e le bande in rame, un materiale che continua a essere molto appetibile sul mercato nero per via del suo valore. Oltre alla copertura superiore, sono state staccate anche le grondaie.

I ladri, probabilmente consapevoli di non essere visti, hanno agito con una certa sfacciataggine. Parte della refurtiva, in particolare i pezzi più ingombranti, è stata addirittura abbandonata sul prato circostante e persino all’esterno di un cancello che dà su un campo adiacente. “Non mi stupirei se i ladri venissero a recuperarlo nei prossimi giorni,” ha raccontato una delle vittime che venerdì scorso ha sporto formale denuncia ai Carabinieri.

A rendere ancora più grave il bilancio del blitz notturno o diurno che sia stato, è il pesante danneggiamento subito dalle strutture stesse. Le spesse vetrate delle porte d’ingresso di alcune cappelle sono state mandate completamente in frantumi. “Hanno rotto il vetro, penso accidentalmente visto che all’interno non c’è nulla di valore,” spiega la proprietaria di una delle tombe colpite, la cui struttura è divisa a metà con un’altra famiglia. I ladri, in questo caso, si sono accaniti solo su una specifica porzione dell’edificio.

Oltre al danno morale e materiale del furto, le famiglie dovranno ora farsi carico dei costi della messa in sicurezza. I vetri rimasti penzolanti rappresentano un pericolo e richiederanno l’intervento di personale attrezzato per essere rimossi senza rischi.

L’episodio riaccende inevitabilmente i riflettori sul delicato tema della sicurezza all’interno del cimitero imolese. Come confermato anche dalle Forze dell’Ordine durante i sopralluoghi, l’area risulta completamente sprovvista di sistemi di videosorveglianza o di allarmi. Una vulnerabilità che lascia il campo libero ad atti di sciacallaggio di questo tipo.

“Se avessi avuto un’assicurazione la denuncia sarebbe servita per farmi risarcire il danno, ma chi ci pensa ad assicurare una tomba di famiglia?”, si sfoga amaramente la cittadina imolese. Un interrogativo che evidenzia l’assurdità di doversi difendere dai ladri persino in un luogo di riposo eterno. Le indagini dei Carabinieri proseguono, ma senza l’ausilio di telecamere l’identificazione dei responsabili si preannuncia come un’impresa tutt’altro che semplice.

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