SANITÀ, EVANGELISTI, VACCHI, CARAPIA (FDI): “IL BILANCIO DELL’AUSL DI IMOLA È IN ALLARME ROSSO. LA CORTE DEI CONTI CERTIFICA IL FALLIMENTO DELLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE: COSTI FUORI CONTROLLO E PRECARIATO RECORD”

Evangelisti, Vacchi, Carapia (Fdi): “La fotografia scattata dalla Corte dei conti con la deliberazione n. 39/2026/PRSS sul bilancio d’esercizio 2024 dell’Ausl di Imola non lascia spazio a interpretazioni: siamo di fronte a una gestione finanziaria in affanno, che si regge esclusivamente grazie a massicce iniezioni di liquidità da parte della Regione per coprire buchi strutturali che ormai non possono più essere considerati ‘congiunturali” . Così – Marta Evangelisti, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Regionale, Nicolas Vacchi  Capogruppo in Città Metropolitana e Candidato Sindaco a Imola e Simone Carapia Capogruppo nuovo circondario imolese -commentando l’esito dell’istruttoria magistratuale sulla sanità imolese.

“I numeri sono impietosi, attaccano da Fdi – In un solo anno l’Ausl di Imola è passata da un sostanziale pareggio a una perdita d’esercizio di oltre 10,8 milioni di euro. I costi della produzione sono lievitati del 3,88%, raggiungendo la cifra di 360 milioni di euro, mentre il valore della produzione è rimasto al palo. Ma ciò che preoccupa di più è il mancato raggiungimento sistematico degli obiettivi di budget: dalla spesa farmaceutica ospedaliera a quella per i dispositivi medici, l’Azienda ha sforato ogni previsione, dimostrando l’inefficacia delle cosiddette “azioni di controllo” annunciate dalla Giunta regionale”.

“Il capitolo relativo alle risorse umane rasenta il paradosso,  proseguono da  FDI. “Mentre i tetti di spesa previsti dalla normativa nazionale (L. 191/2009) risultano ampiamente superati, l’Azienda è costretta a ricorrere pesantemente a forme di lavoro flessibile per garantire i servizi minimi. La Corte dei conti segnala un incremento del 273% della spesa per lavoro interinale nell’area sanitaria: un balzo che certifica l’incapacità di programmare assunzioni stabili. Si preferisce spendere di più per lavoratori precari, spesso per coprire vuoti cronici in reparti critici come ostetricia e pronto soccorso, piuttosto che investire in una pianta organica solida. È un modello che penalizza sia i professionisti che i pazienti”.

“C’è poi un aspetto tecnico di estrema gravità che non può passare inosservato: l’Ausl di Imola ha superato il limite di legge del 15% nel rapporto tra servizio del debito ed entrate proprie, attestandosi al 17,18%. Questo significa che il peso dei mutui e degli interessi sta diventando insostenibile per le casse aziendali. Giustificare questo sforamento con l’andamento dei tassi variabili è una scusa debole: una gestione oculata avrebbe dovuto prevedere e accantonare risorse adeguate, invece di trovarsi oggi con i conti fuori dai parametri legali”.

“L’equilibrio economico dell’Ausl di Imola – continua Evangelisti – è oggi una finzione contabile che regge solo perché la Regione Emilia-Romagna ha stanziato oltre 9,6 miliardi di euro a livello aggregato per ripianare le perdite delle aziende del territorio. Ma per quanto potrà durare questo sistema? – si chiede Evangelisti La sanità non si governa con i ripiani a piè di lista o con i trasferimenti straordinari dell’ultimo minuto. Serve una riforma profonda che rimetta al centro l’appropriatezza della spesa e la qualità del servizio”.

“Presenterò immediatamente un’interrogazione in Assemblea Legislativa – prosegue Evangelisti – “Vogliamo sapere dalla Giunta quali provvedimenti concreti intenda adottare per rientrare nei parametri di legge e, soprattutto, come intenda garantire ai cittadini imolesi una sanità che non sia solo costosa, ma realmente efficiente e vicina ai loro bisogni. La Corte dei conti è stata molto chiara, ora la politica deve assumersi le proprie responsabilità – conclude Evangelisti“.