“Dopo 5 anni l’USL chiede di pagare l’accesso al PS di mio padre ultraottantenne”
“Mio padre 5 anni fa, al tempo in cui aveva già ampiamente superato gli 80 anni, si svegliò un sabato mattina rendendosi conto che da un occhio vedeva delle gran macchie. Non potendo rivolgersi al suo medico di base in un giorno festivo, senza pensarci due volte si recò in PS a Lugo. Al di là che furono necessari anche esami specialistici per giungere a una diagnosi (distacco posteriore del vitreo occhio sinistro), in questi giorni, quindi a distanza di 5 anni, si é visto recapitare la richiesta di pagamento da parte dell’Ausl Romagna del ticket sanitario non pagato per quell’ingresso in PS. “
Ovviamente, lui é rimasto molto sorpreso da tale richiesta, perché non pensava che avrebbe mai dovuto pagare nulla per quella prestazione. Cosa avrebbe mai dovuto fare una persona anziana che si alza dal letto e scopre di non vedere quasi più nulla da un occhio se non dirigersi immediatamente in Ospedale visto che di sabato i medici di base non lavorano? C’é da dire che, a differenza di tantissimi altri Comuni del territorio, a Lugo a quel tempo non esistevano Case della Salute/Comunità a cui mio padre avrebbe potuto rivolgersi, e questo ritardo nell’offrire questa opportunità non é certo imputabile a cittadini come mio padre. Voi cosa avreste fatto in una situazione del genere? Vi sareste spaventati e sareste corsi immediatamente in PS oppure avreste aspettato serenamente 2 giorni per poi rivolgervi al vostro medico di base? Ebbene, mio padre aveva certamente una paura da farsela addosso, come dimostrano i numeri della pressione che gli venne misurata quella mattina (max 170 – min 95). E invece evidentemente l’Ausl Romagna considera non appropriato quell’accesso in PS. Come ho già scritto più volte, i miei genitori da molto tempo ormai stanno utilizzando a malincuore la sanità privata per curarsi, spendendo tutti i pochi soldi che hanno messo da parte, perché non vogliono attendere anni prima di poter essere presi in carico dalla sanità pubblica, e utilizzano il Pronto Soccorso solo per le urgenze. Sono abbastanza certo che, se non avessero fatto questa scelta, oggi non li avrei ancora entrambi con me. In un momento in cui la Regione Emilia-Romagna ha tra l’altro introdotto nuovi ticket sui farmaci, a me sembra veramente paradossale che sia arrivata a chiedere pagamenti come quelli richiesti a mio padre al solo scopo di far fronte a quella voragine enorme che ha in bilancio. Tutti sanno benissimo a chi debba essere imputato quel disavanzo e per me é davvero spregevole che, con una lettera inviata a distanza di vari anni dalla prestazione effettuata, venga chiesto di tamponare il problema ai cittadini onesti che da una vita pagano regolarmente i contributi. E poi c’é ancora chi sostiene che la nostra sanità regionale pubblica sia eccellente…
(Davide Solaroli)





