Rifiuti in Emilia Romagna: parte da Piacenza la sfida alla Tariffa Puntuale. Verso un referendum: parte la raccolta firme. L’iniziativa del Comitato “NO TARIFFA PUNTUALE” che si rivolge anche ai cittadini imolesi: “Vogliamo che il sistema diventi facoltativo, a discrezione dei Comuni”.

Cresce il malcontento tra i cittadini per il nuovo sistema di raccolta. L’obiettivo dell’iniziativa è raccogliere 40.000 firme per rendere la TCP facoltativa e restituire autonomia decisionale ai Comuni.

PIACENZA – Non si placa la polemica sulla gestione dei rifiuti in Emilia Romagna. Quello che era iniziato come un mugugno diffuso nei quartieri si sta trasformando in una vera e propria battaglia politica e civile che punta dritta al cuore della normativa regionale. Al centro del mirino c’è la TCP (Tariffa Corrispettiva Puntuale), il sistema di calcolo dei rifiuti basato sull’effettiva produzione di indifferenziata, che molti cittadini giudicano ormai “fallimentare”.

Il Sit-in e la protesta di piazza

Le immagini del recente sit-in organizzato a Piacenza, documentato dalle telecamere di Telelibertà, mostrano una cittadinanza stanca di quelli che vengono definiti disservizi cronici. I manifestanti lamentano problemi di igiene, degrado urbano e un sistema di raccolta che, lungi dal premiare il riciclo, avrebbe creato solo disagi e sporcizia nelle strade. “Vogliamo tornare alla civiltà”, è il grido che si leva dai gruppi di protesta, che denunciano come il nuovo metodo abbia peggiorato il decoro delle nostre città.

Verso il referendum: l’iniziativa di Eleonora Poli

A dare una forma istituzionale a questa protesta è Eleonora Poli, attiva nel coordinamento dei cittadini contrari alla raccolta puntuale. Attraverso i social e i gruppi nati in ogni provincia (come “No raccolta puntuale a Piacenza”), è stata annunciata la presentazione di un testo referendario agli uffici della Regione Emilia Romagna.

L’obiettivo è ambizioso: raccogliere 40.000 firme in tutto il territorio regionale per chiedere una modifica sostanziale della legge attuale.

“Il sistema deve essere facoltativo”

La richiesta dei promotori è chiara: la normativa regionale non deve più imporre la TCP a tutti i comuni, ma deve renderla facoltativa. “Vogliamo che il sistema sia a discrezione delle singole amministrazioni comunali, come avviene in altre regioni italiane e in linea con le direttive nazionali ed europee”, si legge nel manifesto dell’iniziativa.

Secondo i promotori del referendum, solo rendendo il sistema opzionale i Comuni che hanno già riscontrato criticità potranno fare marcia indietro, ripristinando i vecchi metodi di raccolta o introducendo nuovi sistemi premianti che incentivino realmente il cittadino senza penalizzare il decoro urbano.

La rete si allarga

Mentre a Piacenza la mobilitazione è già in fase avanzata, il movimento si sta strutturando in ogni provincia della regione. “L’unione fa la forza”, spiegano i referenti, invitando i cittadini di tutta l’Emilia Romagna a unirsi alla raccolta firme non appena il testo sarà approvato dagli uffici competenti.

La palla passa ora alla Regione, ma la pressione delle piazze e dei social suggerisce che il tema dei rifiuti sarà uno dei nodi centrali del dibattito politico dei prossimi mesi.