Il fenomeno del lupo in pianura, intervista a Riccardo Gennari (Wolf Group Italia)
Quali sono i comportamenti da adottare in caso di avvistamenti ravvicinato con un lupo?
Considerato che, per un paese antropizzato come l’Italia, specialmente in Pianura padana, la possibilità di incontrare un lupo è possibile, l’atteggiamento da tenere è soggettivo e dipende sia dal comportamento del lupo, che da noi. Generalmente i lupi hanno timore e diffidenza nei confronti dell’uomo, memori della persecuzione subita ma molto meno dei mezzi meccanizzati in cui potremmo trovarci.
Se siamo a piedi, anche a distanza ravvicinata e il lupo (o più di uno) è di passaggio, tendenzialmente si può osservare tranquillamente la scena. Comunque, se ci sentiamo a disagio, possiamo cercare di spaventarlo sbracciando e facendo rumore, anche con la voce. Tra l’altro, anche per il bene stesso del lupo, potrebbe essere opportuno che mantenesse diffidenza nei nostri confronti.
In caso fossimo a passeggio col cane, e opportuno tenerlo al guinzaglio o, in ogni caso, vicino a noi proprio perché il lupo è intimorito dall’uomo.
Se un lupo si dovesse avvicinare ripetutamente e spesso a distanze inferiori a 30 metri, allora si devono applicare altri comportamenti e misure.

Quanti esemplari ci sono nel nostro territorio?
Wolf Group Italia è più attivo nel territorio ferrarese e zone confinanti, tra Ravenna e Bologna. Possiamo dire con certezza che, dal 2020, dopo il primo insediamento accertato, nelle Valli di Argenta, del primo nucleo nella zona di pianura centro-orientale, si sono costituiti altri nuclei riproduttivi. Oltre a quelli “storici” formatisi successivamente nella Valle del Mezzano e nelle pinete ravennati, si sono costituiti altri branchi in altre zone e di pianura, tra le province di Ferrara, Ravenna e Bologna. Inoltre, soprattutto nel periodo autunno-invernale, oltre ai componenti dei branchi, si aggiungono lupi in dispersione che possono transitare nel territorio alla ricerca di un partner per formare la coppia. Grazie all’abbondanza di cibo, costiuito specialmente da nutrie e daini, a seconda delle zone, non è infrequente avere anche branchi di una decina di individui, costituiti dalla coppia di genitori, i cuccioli (o cuccioloni) dell’anno e i giovani (subadulti) che possono ancora essere nel branco come “aiutanti”. La mortalità puo essere anche in media del 50% fino al secondo anno di età e fino a 3-400 lupi muoiono ogni anno soprattutto per cause umane come incidenti stradali e uccisioni volontarie.
Per fare un esempio, nel territorio della provincia di Ferrara stimiamo la presenza di un numero di branchi tra 5 e 10 che, ovviamente, possono occupare anche territorio di altre province.
Come agite come Wolf Group Italia?
Wolf Group Italia è una associazione di volontari che si occupa di tutte le attività di monitoraggio, raccolta di segnalazioni, organizzazione di iniziative divulgative, consulenze, didattica, ecc. rivolte allo scopo di educare alla convivenza pacifica col lupo. Siamo in contatto con enti e istituzioni (collaborativi) e con le forze di polizia e vigilanza preposte (carabinieri forestali, polizia provinciale, vigilanza volontaria)
L’esempio più virtuoso è la convenzione stipulata col Comune di Ferrara, insieme a WWF e Università di Ferrara attraverso cui stiamo applicando i criteri sul modello del Monitoraggio Nazionale avvenuto tra il 2020 e il 2022.
Qual è il messaggio che vorreste comunicare alle persone
Il ritorno (fino al 1900 era presente anche in Pianura padana) del lupo indica un segnale positivo nella direzione del recupero di una certa biodiversità, dopo che abbiamo distrutto la quasi totalità degli ambienti naturali padani e sterminato gli animali che ci vivevano. Questo vale anche per buona parte della nostra Penisola. È chiaro che siamo abituati a stili di vita “sterili”, applicando metodi antropocentrici ma bastano alcuni accorgimenti, comportamenti e misure per poter convivere pacificamente col lupo. Pur essendo un carnivoro apicale, il lupo rimane agli ultimi posti tra gli animali pericolosi per l’uomo a livello mondiale e nazionale, superato nettamente dai cani, suoi discendenti, che provocano decine di morti e feriti ogni anno anche in Italia. Oltretutto il nostro rapporto negativo col lupo deriva perlopiù da paure dettate da luoghi comuni e leggende negative create abilmente dall’uomo in passato per esorcizzare un “simbolo” che lo ha sempre infastidito nella sua opera di manipolazione sulla natura e sulla comunità umana. Esistono modalità di convivenza pacifica esportabili e applicabili adeguando i nostri comportamenti, redigendo normative chiare e strumenti di controllo più snelli, insieme ad altre pratiche. Wolf Group Italia può inserirsi come intermediario in questi intenti tra istituzioni e cittadinanza.
cosa li attirano in pianura e presso i centri abitati
Il fatto di ritrovare talvolta lupi vicino alle abitazioni, fa parte dei loro normali comportamenti, durante le loro espansioni territoriali e della ricerca di cibo. Il lupo vive in branchi che hanno un territorio, mediamente tra 100 e 200 chilometri quadrati (anche se inferiore, in zone di pianura). Durante la dispersione dei lupi giovani o durante gli spostamenti alla ricerca di cibo, può succedere che i lupi possano avvicinarsi ad abitazioni. Ricordiamo che in Appennino, la preda preferita è il cinghiale mentre in Pianura padana è la nutria (lungo la costa ferrarese e ravennate, il daino), che arriva anche a superare il 70% nella dieta del lupo. La Pianura padana è densamente abitata e ricca di infrastrutture, per cui è molto facile che il lupo possa avvicinarsi a centri abitati e case isolate. Durante questi spostamenti, il lupo, animale opportunista, può rivolgersi a fonti di cibo “facili” di provenienza antropica, tra cui rifiuti, scarti di macellazione, bestiame morto, cibo per animali domestici, ecc. e, purtroppo, talvolta, anche animali d’affezione e d’allevamento se non adeguatamente custoditi.
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