Carenza cronica di personale e no categorico ai “turni massacranti” dalle 7 alle 20. Il sindacato dà un ultimatum di 10 giorni all’Azienda Sanitaria per presentare un piano di rientro.

IMOLA, 14 aprile 2026 – Si respira aria di forte tensione tra i corridoi dell’Azienda Sanitaria Locale. Il sindacato FIALS Imola, per mano del Segretario Territoriale Stefano De Pandis, ha notificato una diffida formale ai vertici dell’AUSL, denunciando una gestione organizzativa ritenuta ormai insostenibile per i lavoratori del comparto sanitario. Al centro della protesta, una grave carenza di organico e un piano di riorganizzazione degli orari fortemente contestato dai dipendenti.


Carenze strutturali e reparti allo stremo

La denuncia di FIALS fotografa ancora una volta le criticità legate alla situazione del personale infermieristico. Segnalate come gravi e perduranti, colpiscono alcuni reparti importanti: dal Dipartimento Medico all’Emergenza-Urgenza, passando per le Aree Critiche e l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI).

Secondo la FIALS, i lavoratori sono sottoposti a continui richiami durante i giorni di riposo e a un uso eccessivo e strutturale di straordinari e pronta disponibilità. Una prassi che, di fatto, rende impossibile per il personale godere regolarmente di ferie, permessi e dei necessari recuperi psico-fisici.

Il nodo della discordia: i turni “lunghi”

Ad accendere definitivamente la miccia è stata la prospettata riorganizzazione dei turni, che prevede l’introduzione delle cosiddette “lunghe” dalle 7:00 alle 20:00. Una misura che ha incontrato la netta e immediata contrarietà dei lavoratori.

Il sindacato evidenzia come turni di questa portata non solo aggravino pesantemente il carico psico-fisico del personale, aumentando il rischio di stress lavoro-correlato, ma distruggano il delicato equilibrio tra vita professionale e privata. A pagarne le spese maggiori sarebbero le lavoratrici madri e i colleghi con carichi di cura familiare, in netto contrasto con le direttive europee sui riposi minimi, le norme sulla maternità e i diritti sanciti dal Contratto Nazionale.

Le richieste e l’ultimatum

La diffida intima all’AUSL di non imporre la nuova turnazione senza un previo confronto sindacale e di porre fine al rinvio sistematico delle ferie. Per sbloccare l’impasse, la FIALS avanza richieste precise:

  • Sospensione e confronto: Blocco immediato dei turni 7-20 e convocazione urgente di un tavolo sindacale entro 5 giorni.
  • Piano di rientro strutturale: Un cronoprogramma chiaro su assunzioni e stabilizzazioni per coprire la pianta organica, con la possibilità di chiusure anticipate di alcuni servizi in vista dell’estate pur di ridurre il ricorso agli straordinari.
  • Sicurezza e conciliazione: Aggiornamento della valutazione dei rischi (incluso lo stress) e adozione di tutele reali per le lavoratrici madri e le famiglie.

L’avvertimento finale della FIALS non lascia spazio a interpretazioni: in assenza di un riscontro scritto e di misure correttive concrete entro 10 giorni, scatterà la proclamazione formale dello stato di agitazione di tutto il personale del comparto. Un’azione che darà il via alle procedure di raffreddamento e che, senza un accordo, porterà dritto allo sciopero. La palla ora passa alla Direzione Generale.