DIABETOLOGIA: NOTA STAMPA DELL’AUSL DI IMOLA


Pare opportuno rassicurare il Signor Grandi sul fatto che la Diabetologia dell’AUSL di Imola non solo non è stata “dismessa”, ma al contrario è stata recentemente rafforzata.

Alla fine dello scorso anno, infatti, il servizio è stato riorganizzato ed è passato dall’essere una funzione interna alla Medicina a diventare una Unità Operativa Semplice dedicata, con un potenziamento strutturale dell’area medica, come peraltro a quei tempi pubblicamente comunicato alle cittadine e ai cittadini attraverso la stampa.

Questo percorso organizzativo ha consentito di destinare le professioniste endocrinologhe e diabetologhe in modo esclusivo alle attività del Centro Diabetologico e agli ambulatori endocrinologici, senza più l’impegno nei turni di reparto, con un conseguente miglioramento della continuità e della qualità dell’assistenza specialistica.

La Diabetologia dell’AUSL di Imola è oggi pienamente operativa e garantisce ogni anno migliaia di prestazioni specialistiche, rivolte in particolare alle persone con condizioni cliniche più complesse: diabete mellito di tipo 2 scompensato, diabete autoimmune dell’adulto, persone adulte con diabete giovanile, donne con diabete gestazionale o con diabete preesistente alla gravidanza, nonché persone che utilizzano tecnologie avanzate come microinfusori e sensori.

Per le persone con diabete mellito di tipo 2 clinicamente stabile e ben controllato è attivo da decenni un modello di gestione integrata tra Medico di Medicina Generale e specialista, che nel nostro territorio è stato antesignano delle indicazioni cliniche e organizzative nazionali e, già alla fine degli anni ’90, riconosciuto come un esempio di eccellenza..

In questi casi, il monitoraggio avviene regolarmente presso il medico curante, con controlli periodici (in genere ogni 4–6 mesi), senza alcuna riduzione dell’assistenza, ma con una presa in carico appropriata al livello di complessità clinica. In presenza di parametri adeguati, la gestione da parte del Medico di Medicina Generale è del tutto appropriata e consente di riservare il livello specialistico alle persone con maggiori bisogni clinici. I medici di famiglia, oltre a una consolidata esperienza e competenza nella gestione di questa cronicità, possono in ogni momento fare riferimento agli specialisti ospedalieri.

È infine opportuno chiarire che la possibilità per il Medico di Medicina Generale di compilare Piani Terapeutici non rappresenta una novità recente né una scelta organizzativa locale. Da oltre dieci anni, infatti, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha progressivamente esteso, per specifiche classi di farmaci e in determinate condizioni cliniche, la facoltà di redazione del Piano Terapeutico anche ai Medici di Medicina Generale.

Per quanto riguarda il diabete mellito, con la Nota 100, AIFA ha da tempo previsto che, in presenza di condizioni cliniche appropriate e di stabilità della patologia, il Piano Terapeutico possa essere redatto o rinnovato anche dal Medico di Medicina Generale, e non esclusivamente dallo specialista.

Le modifiche più recenti, introdotte nel luglio scorso, hanno invece riguardato l’eliminazione dell’obbligo di Piano Terapeutico per alcuni farmaci, tra cui Steglatro (ertugliflozin), e la conferma della possibilità per il Medico di Medicina Generale di compilare o rinnovare il Piano Terapeutico per altri farmaci, come Trulicity (dulaglutide), qualora clinicamente appropriato.

Le conclusioni tratte nel comunicato sembrano pertanto derivare da una mancata conoscenza di tali disposizioni nazionali, che regolano le modalità di prescrizione dei farmaci e l’utilizzo dei Piani Terapeutici, senza alcuna relazione con scelte organizzative locali o con presunti ridimensionamenti dei servizi.”

(Ausl Imola)