In questo luogo il tempo si è fermato al 2022, quando Cà del Vento ha salutato l’Osservanza dopo più di trent’anni in favore della nuova sede a Borgo Tossignano.
Cà del Vento è stata l’ultima struttura dell’ambito psichiatrico rimasta all’interno del complesso dell’ex complesso manicomiale. Quando vide la luce, nel manicomio dell’Osservanza vi erano ricoverati ancora 500 malati in attesa di collocazione, che vivevano in condizioni ancora parzialmente disumane, nonostante la buona volontà del personale, mancavano le strutture dove collocarli oltre al vuoto normativo, dal momento che la Legge Basaglia parlava sì di un superamento dei manicomi ma senza una data limite, fu necessaria una successiva riforma. Cà del Vento fu una risposta ancora prima della riforma del ’95, e permise a molte persone di recuperare il loro status di cittadini. Oggi, l’edificio che ha ospitato Cà del Vento si trova in queste condizioni. Ci si augura che quanto prima venga ripristinato il decoro e messa al corrente la cittadinanza del futuro recupero dell’edificio.

Cà del Vento nasce come associazione di volontariato e solidarietà, formata da cittadini imolesi e dagli ospiti stessi della struttura: all’epoca della sua apertura venne considerata un vero e proprio esperimento, e si rivelò essere un modello all’avanguardia.

Era il 1988, l’Ausl di Imola unitamente al Comune diedero vita al “Progetto Valerio” coordinato dal Dottor Ernesto Venturini – il processo che portò alla chiusura dei manicomi in favore delle comunità – la cosiddetta deistituzionalizzazione .
Alcune persone ospiti del manicomio fin da prima della Legga Basaglia, hanno attraversato questa fase vivendo gli ultimi anni della loro vita in comunità alloggio, come appunto Cà del Vento e altre realtà del territorio. Un luogo che agiva per il rientro nella vita sociale e per il recupero dello status di cittadini di persone con disagio mentale. Una comunità che ha accolto, all’interno della sua residenza, volontari, a volte provenienti dall’estero, che volevano approfondire la conoscenza su questa esperienza.

“Ca’ del vento’ e’ una vera e propria casa per i suoi residenti. E alcuni sono riusciti a ritrovare il sorriso”. Raccontava così Marta Manuelli, presidente dell’associazione, “L’idea e’ nata nel mio ristorante- l’obiettivo di allora, che e’ lo stesso che abbiamo adesso, e’ quello di restituire la dignita’ alle persone affette da disturbi psichici.

I manicomi erano luoghi di segregazione dove le persone perdevano la propria personalità. Occorreva impegnarsi impedendo che rinascessero piccoli manicomi: nacque così Ca’ del vento, possiamo anche azzardare a dire, sulla falsa riga della pionieristico Autogestito Lolli di Giorgio Antonucci nato nel 1980 ma più indipendente dal punto di vista amministrativo (non è una costola dell’AUSL come l’Autogestito) Cà del Vento era ed è, diversa dagli appartamenti semi-protetti essendo una vera e propria famiglia, e sono i residenti che decidevano come gestire la casa, cosa mangiare, come gestire il tempo.