Il Comune di Imola informa che, nell’ambito degli interventi di mitigazione del rischio idraulico del fiume Santerno, finanziati con fondi PNRR – Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, è stato pubblicato il bando di asta pubblica per la cessione di circa 160.000 metri cubi di materiale di scavo di tipo limo-argilloso.
Il materiale deriva dalle opere di sistemazione dell’area golenale del Santerno, nel tratto compreso tra il Ponte Tosa e il Ponte Ferrovia, interventi finalizzati alla riduzione del rischio idraulico e alla tutela del territorio.
Le offerte, che dovranno riguardare lotti di almeno 1.000 mc, potranno essere presentate entro le ore 12:00 del 29 settembre 2025 presso Area Blu S.p.A. (via Lambertini 6, Imola), anche tramite PEC all’indirizzo areablu@cert.areablu.com.
L’apertura delle buste avverrà in seduta pubblica il 29 settembre alle ore 15:00, sempre presso la sede di Area Blu.
L’iniziativa rientra nel quadro delle procedure necessarie ad avviare i lavori, che si svolgeranno tra ottobre 2025 e maggio 2026.
Per ulteriori informazioni è possibile consultare il bando integrale sul sito di Area Blu S.p.A.
Dichiarazione della vicesindaca e assessora con delega all’Ambiente Elisa Spada : “Con questa scelta, finalmente si completa un percorso di gestione dei terreni di scavo, che attraverso il bando potranno essere messi a disposizione di tutti i privati che ne avranno necessità. E’ il tassello di un corposo piano che sta interessando il lungofiume, dal ponte Tosa al ponte Ferrovia, volto alla messa in sicurezza dell’area urbana a ridosso del fiume Santerno. Confermiamo che a inizio ottobre sarà realizzato un incontro pubblico, di cui presto saranno resi noti i dettagli, per la presentazione del progetto, sia dal punto di vista della sicurezza idraulica e sia dal punto di vista della rigenerazione del parco del lungofiume con le nuove alberature.”
I lavori sul Santerno, prevista un’escavazione di 190.000³ di terreno dalla golena
L’ intervento di messa in sicurezza idraulica che prevede di scavare circa 190.000 m³ di terreno nell’area golenalè volto, fa sapere la vicesindaca Spada “a poter dare più spazio al fiume in caso di piena.” Si tratta di un intervento “complesso” , che è stato “affidato a un team di progettisti multidisciplinare composto da geologi ingegneri idraulici, ingegneri civili, architetti con l’obiettivo di dare una risposta concreta ed efficace al tema della sicurezza idraulica”.
“L’intervento di scavo – aggiunge Spada – “sarà anche accompagnato da un rafforzamento delle sponde soprattutto nei punti in cui si verificano i maggiori fenomeni di erosione e si integra con l’installazione delle quattro valvole clapet avvenuta da parte di Hera, che hanno l’obiettivo di mettere in maggiore sicurezza il quartiere Campanella.“
Tra settembre ed ottobre ci sarà una presentazione pubblica del progettoI progettisti hanno creato un modello idraulico più ampio dell’area di intervento che tiene conto dei fenomeni alluvionali che il nostro territorio ha subito e sulla base di questo ha sviluppato un progetto che prevede scavi nell’area golenale nel tratto di fiume compreso tra il ponte di via Dante e l’area degli orti, che non sarà toccata dall’intervento.
L’aspetto della sicurezza idraulica, fa sapere Spada “è certamente quello che guida il progetto e di conseguenza gli scavi per la risagomatura del lungofiume.” Per quanto riguarda il tasto dolente degli abbattimenti “abbiamo chiesto di non intervenire sulle aree più densamente alberate in maniera tale da ridurre l’impatto e parallelamente al progetto di scavo abbiamo chiesto di sviluppare un progetto paesaggistico che preveda la messa dimora degli alberi in sostituzione di quelli che verranno appunto abbattuti.” Questo aspetto è particolarmente sentito dai cittadini, alla luce dei già diffusi abbattimenti di alberi da parte di Area Blu avvenuti in città per le motivazioni più disparate. Spesso, l’ente non ha sostituito nel medesimo luogo le alberature, preferendo invece in alcuni casi,come via Romeo Galli, di cementare il punto dove era stato rimosso il moncone, una soluzione che anche dal punto visivo appare penalizzante per l’area. Occorrerebbe una ripiantumazione più rapida e diffusa in zone che ultimamente sono state private, sia da eventi meteo che malattie, di diversi alberi, come i giardini storici di San Domenico o delle Acque Minerali.





