“Per diventare infermiere si deve completare la maturità poi bisogna fare 3 anni di corso universitario per conseguire il diploma di laurea in scienze infermieristiche. Dopo avere vinto un concorso pubblico puoi permetterti di accedere in queste aree riservate….“
Inizia così la lettera di un infermiere, rivolta alla situazione che coinvolge gli spogliatoi dedicati al personale sanitario femminile. Acqua per terra, provocata dalle docce, con lo scarico spesso parzialmente otturato: ruggine, armadietti forati, lavandini senza rubinetterie, serrature rotte, muffe, mattonelle delle docce sbeccate ed estremamente ammalorate. E’ questo il sunto della segnalazione fotografica pervenuta da alcuni dipendenti. Una situazione emblematica dal punto di vista igienico e del decoro, che andrebbe ripristinata quanto prima da chi si occupa della manutenzione.



La dignità del personale sanitario ospedaliero (che sempre meno usufruisce di questi ambienti, viste le loro condizioni, salvo l’essenziale) viene meno. Ci sono delle priorità, senza ombra di dubbio, come le apparecchiature sanitarie, che in alcuni reparti ci segnalano essere a dir poco vetuste, ma l’accoglienza del personale e la salubrità degli spazi dovrebbe essere la regola.



Non si capisce per quale motivo da tempo vada avanti questa situazione senza un intervento risolutivo e generale. Le proteste iniziarono già anni fa, ci fu una raccolta firme che generò un dialogo con la direzione. Arrivò una relazione sulla situazione e si confidava in un cambiamento, ma poi nessuno avrebbe poi concretamente messo mano alla problematica, salvo il temporizzatore ai neon e la fotocellulare nei locali wc.











