ANDREA FARINELLI PERSE SUO FRATELLO NELLA TRAGICA ALLUVIONE DELL’OTTOBRE 2024 A PIANORO, QUANDO L’AUTO SULLA QUALE VIAGGIAVANO ERA STATA TRAVOLTA DALLA PIENA DEL RIO CAURINZIANO

Pianoro. “Questo è il punto del fiume dove mio fratello ha perso la vita nell’alluvione di 10 mesi fa e dove io mi sono salvato, il punto in cui sono sopravvissuto per un soffio.” A denunciare la situazione di abbandono della Val di Zena è Andrea Farinelli, sopravvissuto all’alluvione del 19 ottobre ’24 a Botteghino di Zocca (Pianoro)“Dopo l’alluvione era solo un cumulo di fango, ora è diventata una piccola foresta. “La mia domanda è: ora che è agosto, ora che si riavvicina il periodo delle piogge torrenziali, cosa aspettiamo a tornare a pulire il letto e le sponde del fiume?”

“Nel caso in cui dovesse esondare il fiume, farebbe solo più danni ridotto in questo stato? Mi auguro che non si arrivi all’ultimo oppure, ancora peggio, si ignori la situazione…
La quarta alluvione” –
aggiunge Farinelli – “non la vuole nessuno, la salvaguardia e la tutela del territorio è prioritaria e questi lavori di pulizia devono essere fatti.
In Val di Zena c’è ancora tanto da sistemare e pulire, soprattutto in tratti secondari e meno trafficati, ma non per questo non importanti.

Spero” – conclude –
“che questo appello torni a far parlare di questa valle che, dopo aver subito 3 alluvioni in un anno e mezzo, è insicura, spaventata e in attesa ancora di risposte e interventi.