Imola. “Non ci sono più le condizioni per proseguire” è con queste parole che la titolare della profumeria La Via degli Aromi di via Appia 34, abbassa la saracinesca dopo 6 anni di lavoro. “il centro è spesso vuoto e il 2023 è stato un anno complicatissimo” – fa sapere Stefania, la titolare della profumeria che ha annunciato di tenere aperto fino al 31 marzo fino all’esaurimento scorte – “i saldi per attività come la mia non esistono. Il sabato è un po’ il giorno più movimentato, ma i pomeriggi sono un po’ una tristezza. Forse, a cambiare” – aggiunge – “sono state anche le abitudini delle persone. Ci sono tanti fattori come l’online. Non è semplice. In centro c’è ancora tanto da fare, vanno bene gli interventi che il Comune vuole fare, come l’illuminazione e gli arredi urbani.

Può essere un inizio” – commenta la titolare – “ma serve più sinergia fra tutti i commercianti e le associazioni di categoria, Comune ma anche i cittadini.Quando la gente gira in centro ” – allarga le braccia l’esercente, che nel suo negozio vende prodotti ricercati e accattivanti – “in molti neanche guardano le vetrine. La situazione è un po’ mesta” – si sfoga la commerciante – “forse occorrerebbe iniziare a valutare un percorso di rilancio con delle convenzioni per l’arrivo di turisti stranieri, come avviene a Dozza. Sono tante le idee da percorrere” – commenta – “Negli ultimi tempi ha pesato molto la guerra. Contando che si veniva dalle difficoltà del Covid. E poi, sopra ogni cosa, l’aumento dei mutui. Le abitudini delle persone poi cambiano, perchè quello che prima poteva essere speso in un negozio adesso va negli interessi del mutuo. E poi “- aggiunge – “anche l’aumento del costo dell’energia. E’ una crisi generale molto grave. Io” – ricostruisce – “per certi aspetti non avevo concorrenza, perchè il mio è un negozio di nicchia, ho una linea di prodotti che ho solo io, ma sono creme e prodotti che comunque hanno un costo. Il mercato cittadino? Attira sì più gente” – ammette – “ma non significa necessariamente che si tratti di clienti in più. Io ho deciso a gennaio di chiudere. Ed è stata una scelta molto sofferta.”