Imola, caos monopattini nel centro storico: i cittadini chiedono piu controlli e l’applicazione del codice della strada

IMOLA – «Mezzi lanciati a forte velocità, guide contromano o sui marciapiedi, transiti in coppia e manovre azzardate. Tra le vie di Imola la convivenza con i monopattini elettrici si fa ogni giorno più tesa, accendendo la protesta di residenti e cittadini che denunciano una diffusa situazione di pericolo. I veicoli sfrecciano spesso facendo gimcane tra i passanti, sfiorando l’investimento di anziani e pedoni in un clima di generale impunità. Le criticità maggiori si concentrano soprattutto nel centro storico e nella zona della stazione ferroviaria, aree in cui spesso le regole del Codice della strada vengono sistematicamente ignorate. Ad aggravare il quadro contribuisce l’allarme sicurezza tra i residenti, alimentato dal timore – e in alcuni casi dalla certezza – che questi mezzi vengano impiegati anche per compiere atti illeciti.»

Il “far west” della micromobilità e le regole ignorate

Le segnalazioni quotidiane descrivono un quadro all’insegna del totale disprezzo per il Codice della Strada e per la tutela degli spazi pedonali. Basta posizionarsi per pochi minuti “sotto l’Orologio” in piazza per veder sfrecciare decine di monopattini a velocità folli – spesso manomessi per superare i limiti consentiti – condotti da persone senza casco, con un secondo passeggero a bordo o con la protezione rimasta appesa al manubrio.

Un fenomeno che stride fortemente con la recente riforma del Codice della Strada, introdotta proprio per porre un freno al “far west” della micromobilità urbana. Le norme parlano chiaro:

  • Casco obbligatorio per tutti: esteso a qualsiasi conducente, a prescindere dall’età.
  • Targa e assicurazione RCA: obbligo di contrassegno identificativo e copertura assicurativa verso terzi.
  • Limiti di circolazione e divieti: divieto di transito sui marciapiedi (dove i mezzi vanno condotti a mano), divieto di trasporto passeggeri/animali e limite massimo di 6 km/h nelle aree pedonali.

A fronte di sanzioni severe – dai 50 ai 250 euro per il mancato uso del casco o la guida sui marciapiedi, fino a oltre 400 euro per l’assenza di targa o assicurazione – la percezione in città è che queste prescrizioni rimangano quasi del tutto disapplicate.

A gettare benzina sul fuoco sono state le recenti dichiarazioni del Comandante della Polizia Locale, che tratteggiano l’immagine di una città tranquilla: si parla di 180 sanzioni complessive da inizio anno a oggi (che coprono circa dieci mesi e includono anche le violazioni in bicicletta): troppo poche rispetto al numero di mezzi che scorrazzano selvaggi in barba alle regole del codice della strada. Ricostruzione che ha sollevato un’ondata di dissenso tra la cittadinanza e le forze politiche di opposizione.