Eseguite dalla Squadra Mobile due misure cautelari nei confronti di due donne gravemente indiziate del furto con destrezza del portafoglio di un anziano commesso all’interno di un supermercato e per l’indebito utilizzo della carta di pagamento.
Per una delle indagate disposti gli arresti domiciliari, per l’altra l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Le indagini, avviate dopo il furto commesso il 4 luglio, hanno consentito di ricostruire le condotte attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza e gli accertamenti sulle transazioni effettuate con la carta sottratta.
La Squadra Mobile della Questura di Bologna, nel pomeriggio di martedì 13 ottobre, ha dato esecuzione ad un’Ordinanza applicativa di misure cautelari personali emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bologna nei confronti di due donne, rispettivamente di 54 e 32 anni, indagate, in concorso tra loro, per furto aggravato ed indebito utilizzo di una carta di pagamento. In particolare, nei confronti della donna più anziana, già sottoposta dal mese di aprile alla misura cautelare dell’Obbligo di dimora nella città metropolitana di Bologna per fatti analoghi, è stata disposta la misura degli Arresti domiciliari, mentre per la seconda è stato disposto l’Obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.
Il provvedimento cautelare costituisce l’esito di un’attività investigativa avviata a seguito di un furto commesso lo scorso 4 luglio all’interno di un supermercato cittadino ai danni di un uomo di 87 anni, al quale era stato sottratto il portafoglio contenente documenti, una carta di pagamento e circa 500 euro in contanti.
Un furto consumato in pochi istanti, approfittando della normalità di un momento quotidiano: un uomo anziano intento a fare la spesa, concentrato sulla scelta dei prodotti, e due donne che, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbero agito con ruoli distinti e complementari. Non una sottrazione casuale, ma una condotta che, stando agli elementi raccolti, si sarebbe sviluppata attraverso ripetuti tentativi, sfruttando la distrazione della vittima e la presenza di una complice.
Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini della Squadra Mobile di Bologna, le due donne sarebbero entrate nel supermercato insieme, individuando l’anziano mentre era intento a fare la spesa. Le immagini del sistema di videosorveglianza, attentamente analizzate dagli investigatori, avrebbero consentito di documentare le fasi dell’azione: mentre una delle due si avvicinava ripetutamente alla vittima, fingendo di interessarsi ai prodotti esposti sugli scaffali e approfittando dei momenti di distrazione per tentare di sottrarre il portafoglio dal borsello portato a tracolla, l’altra avrebbe svolto una funzione di supporto, controllando i movimenti degli altri clienti e ostacolando la visuale sull’azione. Dopo alcuni tentativi, la donna sarebbe riuscita ad impossessarsi del portafoglio, consegnandolo immediatamente alla complice, che lo avrebbe occultato nella propria borsa.
È proprio l’esame minuzioso delle immagini a restituire la sequenza dell’azione. Le riprese avrebbero documentato i ripetuti avvicinamenti all’anziano, i tentativi di raggiungere il borsello senza attirare la sua attenzione e, infine, il momento decisivo: il portafoglio viene sfilato e passato immediatamente alla complice, che lo nasconde nella propria borsa. Una manovra rapida, nella quale la suddivisione dei compiti avrebbe consentito alle due donne di ridurre il rischio di essere notate, mentre la vittima, ignara di quanto appena accaduto, proseguiva i propri acquisti.
Le successive attività investigative hanno permesso di ricostruire anche il successivo indebito utilizzo della carta di pagamento sottratta. In particolare, sarebbero state effettuate quattro transazioni presso esercizi commerciali cittadini, per un importo complessivo di 133 euro. L’analisi degli orari e dei luoghi dei pagamenti, unitamente alle immagini acquisite presso gli esercizi interessati, avrebbe consentito di raccogliere ulteriori elementi a carico delle due indagate.
Determinante si è rivelato il lavoro degli investigatori della Squadra Mobile, che hanno proceduto ad un’attenta analisi delle immagini di videosorveglianza e ad una puntuale ricostruzione degli spostamenti delle indagate, mettendo in relazione quanto documentato all’interno del supermercato con le successive operazioni effettuate con la carta sottratta. L’incrocio tra i filmati, gli orari delle transazioni e gli ulteriori riscontri investigativi ha consentito di ricomporre un quadro unitario, ricostruendo non soltanto la dinamica del furto, ma anche il successivo utilizzo dello strumento di pagamento appena sottratto.
Gli accertamenti svolti dalla Squadra Mobile hanno quindi consentito di ricostruire le diverse fasi della vicenda, individuando, secondo l’ipotesi accusatoria recepita nel provvedimento cautelare, i ruoli svolti dalle due donne e gli elementi di collegamento tra la sottrazione del portafoglio e le successive operazioni effettuate con il bancomat.
Al termine dell’attività investigativa, la documentazione raccolta è stata trasmessa all’Autorità Giudiziaria, che, valutati gli elementi acquisiti e le esigenze cautelari sussistenti, ha emesso l’Ordinanza eseguita nel pomeriggio di ieri dal personale della Squadra Mobile presso il domicilio delle interessate.
L’episodio richiama l’attenzione su una tipologia di furto particolarmente insidiosa, che può colpire le persone anziane nei luoghi della vita quotidiana, come supermercati ed esercizi commerciali. In questi contesti, i malintenzionati possono approfittare di brevi momenti di distrazione per sottrarre portafogli e documenti, con il rischio che le carte vengano utilizzate prima che la vittima si accorga del furto.
L’attività conferma l’importanza della presenza e della capacità investigativa della Polizia di Stato nel contrasto ai reati predatori, soprattutto quando le vittime sono persone anziane, spesso esposte a particolari condizioni di vulnerabilità. Il lavoro svolto dalla Squadra Mobile ha consentito di trasformare gli elementi inizialmente disponibili in una ricostruzione investigativa articolata, attraverso l’analisi dei filmati, la verifica dei riscontri e la ricostruzione delle condotte contestate alle indagate. Un’attività condotta con metodo e attenzione ai dettagli, che ha permesso di fornire all’Autorità Giudiziaria un quadro degli elementi raccolti e di dare concreta esecuzione ai provvedimenti cautelari emessi.
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