IMOLA, ALCOL 24 ORE SU 24: DOPO IL CENTRO, L’ORDINANZA SI ALLARGA. CARAPIA (FDI): “PROVVEDIMENTO TARDIVO CHE CERTIFICA IL FALLIMENTO SULLA SICUREZZA DI QUESTA GIUNTA. ORA SERVE IL DASPO URBANO”

L’estensione del divieto di consumo di alcolici al Parco delle Acque Minerali, alla zona della Rocca Sforzesca e ad altre aree verdi cittadine non è un successo di cui vantarsi, ma l’ennesima ammissione di colpa da parte del sindaco e di una Giunta Pd che per anni hanno negato l’emergenza sicurezza a Imola. Lo dichiara in una nota il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Simone Carapia.

Arrivare oggi, a fine settembre, a blindare aree simbolo come le Acque Minerali o il retro della Rocca, significa certificare che la situazione è ormai sfuggita di mano e che i residenti avevano ragione da mesi. Questa amministrazione si muove sempre a rimorchio degli eventi, con provvedimenti parziali e tardivi.

Secondo l’esponente del partito di Giorgia Meloni, i divieti sulla carta non bastano se non si interviene alla radice del problema del degrado urbano:

Firmare un’ordinanza h24 è un atto burocratico semplice, ma chi controllerà queste aree giorno e notte? La nostra Polizia Locale e le forze dell’ordine fanno già i miracoli con gli organici ridotti all’osso che si ritrovano. Non possiamo scaricare su di loro le lacune della politica. Se non si presidiano i parchi in modo costante, i venditori di morte e i balordi si sposteranno semplicemente di qualche metro, fuori dal perimetro del divieto.

Carapia avanza quindi la proposta di Fratelli d’Italia per un giro di vite ancora più efficace:

Oltre ai divieti di consumo, per ripulire davvero Imola dal bivacco cronico e dalla microcriminalità serve applicare con fermezza lo strumento del Daspo Urbano, allontanando definitivamente i soggetti molesti dalle aree sensibili della città. I cittadini e i commercianti imolesi hanno il diritto di frequentare i parchi e il centro senza timori: la sicurezza si fa con la fermezza e il controllo del territorio, non rincorrendo le emergenze con mesi di ritardo, conclude il consigliere di FdI.