La LAV di Firenze si oppone all’utilizzo di muli per la pulizia dei tratti più impervi del Rovigo, in cui il ragno faticherebbe (con il rischio di compromettere il paesaggio). Tuttavia, anche l’ausilio di animali pone degli interrogativi per la loro sicurezza, dal momento che in quel tratto il torrente scorre in una gola.
La notizia era emersa nelle scorse settimane e l’avevamo pubblicata qui, proprio il responsabile del Consorzio medio Valdarno aveva ammesso che era in cantiere l’idea di servirsi degli animali: “Tra poco metteremo in campo anche le risorse animali con l’utilizzo di asini”. La notizia ha fatto rapidamente il giro del territorio facendo drizzare le antenne alla LAV.
Danilo Bacci, responsabile della sezione fiorentina dell’associazione, ha denunciato i rischi che potrebbero correre gli animali coinvolti: “Dall’esposizione a sostanze nocive al pericolo di traumi fisici, fino allo stress derivante dal trasporto dei rifiuti. È inaccettabile che nel 2025 si faccia ancora ricorso a questi metodi, quando esistono alternative tecnologiche e la possibilità di coinvolgere volontari”.
L’associazione ha poi incontrato i vertici del Consorzio Medio Valdarno, incaricati per la bonifica del Rovigo, al fine di chiedere che non vengano utilizzati animali nelle operazioni di bonifica. La richiesta è stata accolta con disponibilità e sarà oggetto di valutazione.
L’auspicio di LAV è che ci si possa avvalere delle competenze tecniche e l’impegno degli enti coinvolti al fine di portare a una soluzione rispettosa degli animali, in linea con le possibilità offerte oggi dall’innovazione e da una coscienza ambientale e sociale più avanzata.
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