Pedagna: La trappola della colla non inganna, ladri in fuga dallo spioncino digitale
I malviventi, sorpresi alle 3:30 di notte da una telecamera nascosta, marcavano le porte per scoprire quali appartamenti fossero vuoti. Sventato un nuovo furto dopo i colpi delle scorse settimane.

IMOLA (BO) – Il quartiere Pedagna torna al centro delle cronache locali per un tentato furto sventato grazie alla determinazione e all’ingegno di un residente. La tecnica è quella, purtroppo ben collaudata, della “colla”, utilizzata dai topi d’appartamento per capire se una casa è abitata o vuota. Ma questa volta, il piano si è infranto contro l’occhio vigile della tecnologia.

Tutto risale alla notte del 26 luglio, intorno alle 3:30 del mattino. Due individui, come mostrano le immagini di videosorveglianza, si aggirano furtivi nei corridoi di un condominio in Pedagna Ovest. Il loro obiettivo non è forzare immediatamente le serrature, ma preparare il terreno: applicare piccoli segni di colla tra lo stipite e il battente delle porte.
Se dopo qualche giorno la colla risulta intatta, i ladri sanno con certezza che nessuno è entrato o uscito, segnale inequivocabile che l’appartamento è temporaneamente vuoto e pronto per essere svaligiato.

Nelle settimane precedenti l’episodio, la zona aveva già subito una preoccupante ondata di furti. “Nella zona avevano già fatto dei colpi,” racconta il residente protagonista della vicenda. Solo due settimane prima, infatti, i ladri erano riusciti a penetrare in almeno due appartamenti dello stesso palazzo, creando un forte clima di allerta e insicurezza.

“Trovavo spesso i segni della colla sulla mia porta. Così ho deciso di installare uno spioncino con telecamera per beccarli.”

La notte del 26 luglio, i ladri si presentano puntuali per il loro sopralluogo tattico. Tuttavia, questa volta ad attenderli c’è l’obiettivo a infrarossi del nuovo spioncino digitale. Il filmato mostra chiaramente il momento della svolta: i due, parzialmente travisati, si accorgono improvvisamente del dispositivo. La luce della telecamera ne illumina i contorni, provocando un attimo di esitazione. Lo sguardo puntato verso la lente si trasforma nella consapevolezza di essere ripresi, spingendoli a un’immediata fuga giù per le scale.


Quella notte, accortisi di essere filmati, i malviventi non sono più tornati a forzare la porta del residente. Tuttavia, a distanza di un mese, l’allarme si è riacceso. Alcuni vicini avrebbero infatti avvertito il residente che i soggetti si erano ripresentati nel condominio.

Fortunatamente, l’impianto di sicurezza del cittadino permette l’archiviazione delle registrazioni fino a due mesi. Questa provvidenziale funzionalità ha consentito al proprietario di andare a ritroso nei video originali di luglio e recuperare i filmati che documentano in modo inequivocabile l’incursione notturna.

Un episodio che sottolinea come la tecnologia privata e la massima attenzione ai piccoli dettagli – come un sospetto filo di colla sulla porta – siano ormai diventati scudi fondamentali per tutelare le proprie abitazioni.