Controlli a tappeto sul lavoro e sicurezza: 32 deferiti e 14 attività sospese, massima attenzione su Imola e circondario

Il bilancio dell’operazione estiva: sanzioni per oltre 150mila euro A conclusione di un’articolata ed esaustiva campagna di verifiche ispettive condotta sull’intero territorio della città metropolitana di Bologna, i Carabinieri del NIL (Nucleo Ispettorato del Lavoro) di Bologna, operando in stretta e costante sinergia con i Comandi delle Compagnie dell’Arma Territoriale, hanno portato a termine un capillare piano straordinario di controlli. L’operazione, sviluppata in modo sistematico durante il periodo estivo, è stata indirizzata al contrasto dell’impiego di manodopera irregolare o clandestina e alla verifica della rigorosa osservanza delle prescrizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’azione di vigilanza ha consentito di esaminare attentamente molteplici settori merceologici ed imprenditoriali, posando una particolare lente d’ingrandimento sul comparto della ristorazione pubblica e somministrazione di alimenti, sugli impianti di autolavaggio, sui servizi di pulizia e manutenzione aziendale, sul settore della cura della persona, nonché sui comparti agricolo ed edile. All’esito dei riscontri sul campo sono state individuate e sanzionate gravi inosservanze alla normativa vigente, con sanzioni complessive che superano i 150.000 euro. In particolare, sono state contestate l’impiego di lavoratori completamente “in nero”, l’omessa formazione in materia di salute e sicurezza, la mancata sottoposizione alle visite di idoneità sanitaria, l’assenza del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), l’insussistenza dei requisiti in appalti illeciti, l’installazione non autorizzata di videosorveglianza e l’assenza della patente a crediti nel settore edile.

Imola sotto la lente: ristoranti etnici, parrucchieri e autolavaggi Il settore della ristorazione si è confermato l’ambito maggiormente interessato da diffuse criticità. A Imola, presso una grande struttura di ristorazione etnica specializzata in prodotti sushi, l’ispezione ha portato al deferimento dell’amministratore unico e alla sospensione dell’attività dopo aver sorpreso 4 lavoratori “in nero” (privi di comunicazione obbligatoria) e personale impiegato in totale assenza di formazione sulla sicurezza e di visita medica. Un secondo controllo presso un altro ristorante del circondario imolese ha fatto emergere analoghe omissioni.

Sempre nel territorio imolese, i controlli sui servizi alla persona e autolavaggi hanno interessato un salone parrucchiera (con la contestazione dell’impiego di una lavoratrice “in nero” ed irregolare) e due autolavaggi, sanzionati per omessa formazione ed il mancato assoggettamento dei lavoratori alla sorveglianza sanitaria.

Il circondario imolese: lavoro nero nei campi a Mordano e sanzioni tra Castel San Pietro e Castel Guelfo Il monitoraggio delle realtà rurali ha evidenziato inosservanze a tutela delle maestranze agricolo-bracciantili a Mordano, dove sono state controllate due aziende agricole. Presso la prima è stato accertato l’impiego di lavoratori sprovvisti di formazione e idoneità medica; nella seconda i militari hanno sorpreso un lavoratore completamente “in nero”, adottando l’immediata sospensione dell’attività. A Castel San Pietro Terme l’attività ispettiva ha interessato un’azienda di prodotti da forno, sanzionata per omessa formazione e mancata visita di idoneità sanitaria. A Castel Guelfo di Bologna i controlli hanno portato alla contestazione della mancata formazione e dell’omessa idoneità sanitaria alla mansione.

Bologna capoluogo: raffica di sospensioni tra ristoranti, centri estetici e appalti illeciti Nel capoluogo bolognese, i militari hanno condotto accertamenti mirati presso dieci distinte attività di ristorazione. In ben sette strutture è stata accertata la presenza di lavoratori impiegati “in nero” (7 complessivamente) unitamente al totale inadempimento degli obblighi di formazione sulla sicurezza, facendo scattare la sospensione per cinque di esse. Presso un ulteriore esercizio è stata riscontrata l’attivazione di un impianto di videosorveglianza privo di autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro, mentre in altri due locali sono state sanzionate l’assenza della formazione sui rischi e la mancata visita medica.

Sul fronte della cura della persona, a Bologna sono stati ispezionati due saloni di acconciatura ed estetici: in un impianto è stata disposta la sospensione per mancata redazione del DVR ed omessa formazione. Sorte analoga per due lavaggi auto dove sono stati sorpresi lavoratori “in nero” (2 in totale) sprovvisti di formazione, visita medica e DVR, con conseguente sospensione dell’attività. A seguito di un controllo presso una sede operativa di Bologna, i Carabinieri del N.I.L. hanno inoltre portato alla luce un appalto illecito di servizi di pulizia tra due società aventi sede a Granarolo dell’Emilia ed Argelato, sospendendo una delle imprese per l’impiego di lavoratori “in nero”.

La cintura metropolitana: cantieri irregolari e strutture ricettive nel mirino Le operazioni si sono estese in tutta la cintura metropolitana. A Castel Maggiore un esercizio di ristorazione è stato sospeso per l’impiego di personale privo di contratto e l’omessa redazione del DVR. A Sasso Marconi e Malalbergo è stata disposta la sospensione per due locali di ristorazione per la totale mancata elaborazione del DVR e per la mancata formazione. Ad Argelato è stata elevata una sanzione per la mancata custodia del DVR, mentre, in sinergia con Valsamoggia, due distinti impianti di autolavaggio sono stati sanzionati per aver impiegato dipendenti privi della formazione obbligatoria.

Infine, le verifiche si sono estese ai cantieri edili ed alle attività manutentive e ricettive: a Pianoro, all’interno di un cantiere, è stato individuato un lavoratore “in nero”, privo dell’idoneità medica e della formazione. L’impresa esecutrice non era in possesso della prescritta patente a crediti/punti, determinando l’allontanamento immediato del titolare. A Ozzano dell’Emilia un’impresa di manutenzione di elettrodomestici è stata sospesa per l’impiego di lavoratori irregolari privi di contratto, e a Granarolo dell’Emilia, all’interno di una struttura ricettiva, è stata contestata la mancata formazione ed il mancato invio a visita medica per quattro dipendenti.