Imola torna a fare i conti con i problemi di sempre. Quelli veri. Quelli che incidono sulla vita quotidiana delle persone.
La vicenda vissuta da Serena Franzosa è inaccettabile e racconta meglio di qualsiasi slogan lo stato delle priorità della nostra città. Una cittadina con disabilità che, dopo una semplice giornata al mare, si ritrova bloccata nella stazione di Imola per ascensori fuori servizio, costretta a chiedere aiuto al marito, ad amici e persino alle forze dell’ordine per poter rientrare a casa.


di Agnese Colangelo

Imola. Durante la riqualificazione della stazione ferroviaria della stazione sono state realizzate nuove rampe che, di fatto, non consentono il passaggio in sicurezza delle carrozzine. In assenza di ascensori funzionanti non esiste nemmeno una soluzione di emergenza: non ci sono scivoli o percorsi alternativi che permettano alle persone con disabilità di superare le scale in autonomia. È una situazione gravissima, che trasforma un guasto tecnico in un ostacolo insormontabile e mette a rischio un diritto fondamentale come quello alla mobilità.
Non si può accettare che ascensori essenziali siano fuori servizio per settimane, o che da anni si registrino continui malfunzionamenti senza una soluzione definitiva. Ancora più grave è che, nonostante queste criticità fossero note, non sia stato previsto alcun piano di emergenza per garantire l’accessibilità.
Questa non è una fatalità. È il risultato di una politica che troppo spesso preferisce investire in eventi, passerelle e iniziative di immagine, mentre trascura la manutenzione e i servizi essenziali.
Per settimane si è parlato di feste, concerti e spettacoli. Oggi, finito il clamore, restano le criticità irrisolte: una città che fatica a garantire accessibilità, manutenzione e servizi adeguati ai propri cittadini.
L’accessibilità non è un favore, ma un diritto sancito dalla legge e un dovere morale per qualsiasi amministrazione che voglia definirsi inclusiva. Una città si giudica da come tratta le persone più fragili, non dal numero degli eventi che organizza.
Esprimiamo la nostra piena solidarietà a Serena Franzosa e chiediamo che Rete Ferroviaria Italiana, insieme all’Amministrazione comunale per quanto di propria competenza, intervengano immediatamente per ripristinare la piena accessibilità della stazione e predisporre procedure di emergenza efficaci. Perché nessuno debba più essere sollevato di peso per poter uscire dalla stazione di Imola.
Questa è la differenza tra fare spettacolo e amministrare una città.

(Agnese Colangelo- Associazione NOI per IMOLA)