Il paradosso CIMS: 52 milioni di fatturato ma casse vuote. In arrivo il salvataggio per evitare il crac
Più che una crisi industriale si tratta di un cortocircuito innescato dai ritardi del PNRR e da un braccio di ferro con i fornitori. Pronta un’iniezione da un milione di euro da Asscooper per scongiurare l’amministrazione straordinaria.
Imola, 6 luglio 2026.
Ma da dove nasce la profonda crisi che ha investito la CIMS? È la domanda che da settimane si pongono cittadini e lavoratori del territorio. La risposta, per quanto amara, è sorprendentemente semplice: non si tratta di un declino industriale, ma di un drammatico prosciugamento del capitale circolante. Un vero e proprio cortocircuito della liquidità che ha paralizzato una cooperativa capace, a fine 2025, di registrare un fatturato di tutto rispetto, stimato intorno ai 52 milioni di euro.
A svuotare le casse dell’azienda non è stata la mancanza di lavoro, bensì l’impossibilità di incassarlo. Sotto la lente d’ingrandimento ci sono i gravi ritardi nei pagamenti dei SAL (Stato Avanzamento Lavori) da parte delle stazioni appaltanti, sia pubbliche che private. Un peso specifico determinante lo hanno avuto le commesse legate al PNRR: ai ritardi fisiologici si sono sommate le estenuanti difficoltà burocratiche per ottenere le autorizzazioni all’emissione delle fatture. Il risultato? L’azienda si è trovata nell’impossibilità di convertire le proprie rimanenze in liquidità immediata. A dare la misura del fenomeno sono i numeri:
A fine 2025 l’azienda registrava crediti verso clienti per oltre 26,4 milioni di euro, affiancati da rimanenze per 18,3 milioni di euro. Si tratta di crediti commerciali incagliati che si aggirerebbero stabilmente attorno ai 20 milioni di euro complessivi , un macigno che ha costretto l’impresa a dipendere in maniera vitale e continua dalle linee di credito bancarie.
Come se non bastasse la palude istituzionale, fin da subito le criticità più difficili da gestire si sono rivelate quelle con l’indotto. Dalle carte emergono infatti i comportamenti “spregiudicati” da parte di alcuni fornitori: approfittando della momentanea fragilità finanziaria della CIMS, diverse aziende si sarebbero rifiutati di rilasciare le fatture quietanzate. Si tratta di un tassello fondamentale, perché senza quei documenti la cooperativa non può a sua volta incassare i SAL dai committenti. Un vero e proprio “sequestro” burocratico, c il rilascio delle quietanze vincolato al pagamento di vecchi debiti pregressi, del tutto slegati dai cantieri attualmente in opera.
Questa tensione estrema è figlia di una massa debitoria imponente: il totale stimato dei debiti a fine 2025 ha sfondato quota 60,4 milioni di euro , di cui 22,1 milioni di euro concentrati proprio sui fornitori. A rendere la situazione esplosiva sul fronte operativo è in particolare il debito scaduto (di varia natura), si parla di circa 17,3 milioni di euro.
In questo scenario asfissiante, la via d’uscita inizia a prendere forma. Come avevamo anticipato, la richiesta di finanziamento avanzata dalla CIMS ad Asscooper si sta concretizzando. L’operazione di salvataggio sarà strutturata in tre tranche, blindate da alcune garanzie. Nelle ultime ore, l’esperto incaricato ha espresso parere favorevole all’erogazione del primo troncone da circa un milione di euro : un’iniezione di ossigeno considerata vitale per riavviare i motori della macchina produttiva, sbloccare il braccio di ferro con i subappaltatori e rassicurare un ceto bancario e finanziario attualmente esposto per oltre 31 milioni di euro.
- Imola, guasto all’impianto di climatizzazione, ripristino in corso. L’Ausl si scusa per il disagio
- Crisi REALCO, debito da 98 milioni: pressing dei sindacati in attesa della nuova asta
- Dosi (FdI): “Riqualificazione del Santerno? Solo propaganda e piantine morenti”
- Raccolta firme contro la Centrale, Bianco: “Abbiamo sempre rispettato regole e normative”
- Il caso Area Blu: Bacchini (Noi per Imola) lancia l’allarme sui bilanci
Related posts
Cerca un articolo
Articoli Recenti
- Imola, guasto all’impianto di climatizzazione, ripristino in corso. L’Ausl si scusa per il disagio
- Crisi REALCO, debito da 98 milioni: pressing dei sindacati in attesa della nuova asta
- Dosi (FdI): “Riqualificazione del Santerno? Solo propaganda e piantine morenti”
- Raccolta firme contro la Centrale, Bianco: “Abbiamo sempre rispettato regole e normative”
- Il caso Area Blu: Bacchini (Noi per Imola) lancia l’allarme sui bilanci





