Area Blu, Bacchini (Noi per Imola): «Situazione contabile allarmante, serve una visione strategica per evitare il dissesto»
L’ex presidente del collegio sindacale analizza i conti della società pubblica: forte preoccupazione per l’impennata di 5 milioni nelle rimanenze e le continue anomalie contabili.
IMOLA (BO), 10 luglio 2026 – Una situazione critica, un’esposizione finanziaria inedita verso gli istituti di credito e preoccupanti anomalie nei bilanci. È questo il quadro delineato da Isabella Maria Bacchini, esponente dell’associazione politica “Noi per Imola”, che interviene sulla gestione e sul futuro della società pubblica imolese Area Blu, esprimendo forte preoccupazione a seguito della recente relazione tecnica presentata in consiglio comunale.

Analisi del bilancio ed esposizione debitoria
Scendendo nel dettaglio delle voci di bilancio, l’esponente di “Noi per Imola” si sofferma sull’allarmante impennata delle rimanenze, cresciute di oltre 5 milioni di euro. «Le rimanenze di Area Blu rappresentano, nei fatti, i saldi di avanzamento lavori su opere non ancora completate. Un incremento così massiccio avrebbe imposto spiegazioni approfondite e dettagliate all’interno della nota integrativa, che invece risultano del tutto assenti. È evidente un sensibile rallentamento nei cantieri delle opere pubbliche più rilevanti, ma non viene fornita alcuna motivazione ufficiale a riguardo».
Ulteriori perplessità emergono circa il ricorso al credito bancario: «Non vi è alcuna chiarezza sul perché vengano richiesti continui acconti alle banche per il completamento dei lavori, una dinamica che ha fatto lievitare drasticamente l’esposizione debitoria complessiva della società. Tra i debiti, la voce “acconti” accoglie le fatturazioni relative alla realizzazione di opere pubbliche pluriennali, quasi interamente riferite al Comune di Imola. Questi fondi vengono anticipati direttamente dal socio di maggioranza e saranno decurtati solo a conclusione dei lavori, lasciando ampie ombre sulla sostenibilità finanziaria delle procedure in corso. Oggi la situazione sta diventando pericolosa a causa di un’esposizione debitoria verso le banche del tutto inedita per la storia di questa azienda».

Errori contabili e anomalie gestionali
La disamina si sposta poi sulle continue incongruenze rilevate nei conti. «Ancora oggi ci troviamo di fronte a rettifiche per errori contabili che ammontano a cifre comprese tra i 200.000 e i 300.000 euro all’anno, incidenti sia sulle voci dell’attivo che del passivo».
«Leggendo la nota integrativa – prosegue Bacchini – si evince che la rilevazione delle sopravvenienze è stata effettuata a seguito di verifiche sui saldi degli esercizi precedenti, individuando somme iscritte erroneamente come crediti o debiti. È ormai il terzo anno consecutivo che leggo questo medesimo commento nei documenti contabili. Mi domando a quanto ammontino realmente, nel complesso, questi errori e come sia possibile che nessuno se ne sia accorto in sede di verifica originaria. È una domanda che formulo apertamente e direttamente al Collegio Sindacale e alla società di revisione. In passato, tali controlli venivano eseguiti con rigorosa attenzione e non sono mai emerse anomalie di questa portata; una maggiore vigilanza verso questa società pubblica è quanto mai urgente e necessaria».

Cambi ai vertici e prospettive future
In merito agli assetti organizzativi e al futuro della governance, restano da chiarire i contorni di alcune vicende passate, in particolare riguardo ai famosi 200.000 euro scomparsi e successivamente appostati a bilancio sotto la voce “riaccreditati”, con l’auspicio che siano stati realmente incassati dall’azienda. «Ricordiamo che i primi 200.000 euro erano spariti prima dell’insediamento dell’ultimo direttore generale, mentre i secondi si sono verificati durante il suo mandato. Viene da chiedersi se l’ex direttore generale sia stato una sorta di “vittima sacrificale” per tutelare l’ex presidente, oppure se si sia semplicemente giunti all’epilogo di un percorso fallimentare che imponeva una radicale inversione di rotta».
A questo punto il quesito principale va rivolto alla presidente, la dottoressa Elisabetta Baldazzi: «In che modo intende traghettare questa società nei primi due anni del suo mandato, salvo eventuali riconferme? Siamo consapevoli che si trova a gestire una situazione estremamente complessa e spinosa. Molto dipenderà dal Sindaco: le verrà concessa reale carta bianca o sarà strettamente vincolata nelle scelte strategiche? Nel secondo caso, i margini di manovra saranno minimi. Se invece le sarà garantita piena autonomia, vedremo se saprà operare non solo con la competenza della stimata professionista, ma con l’attitudine e la lungimiranza di una vera figura imprenditoriale».
Le radici della crisi e la gestione passata
Tutte queste problematiche, sottolinea l’esponente civica in conclusione, non nascono oggi, ma sono il frutto di una gestione passata che ha mancato i suoi obiettivi primari. «La situazione critica di questa società parte da molto lontano. Purtroppo, nel corso degli anni, questa realtà si è “incartata” da sola. Tra il 2017 e il 2018, periodo in cui ho ricoperto il ruolo di presidente del collegio sindacale e dell’organismo di vigilanza, Area Blu aveva ben altre prospettive di sviluppo. Vi erano grandi opportunità legate alla Città Metropolitana e all’ingresso di nuovi soci, inclusa la possibilità di gestire il patrimonio immobiliare di un primario istituto veterinario italiano: un’occasione che è stata lasciata sfumare incomprensibilmente».
«Essendo una società pubblica – conclude Bacchini – il suo scopo non è fare utili, ma fornire servizi ai cittadini, che si sarebbero potuti tradurre in parcheggi gratuiti in centro, strade asfaltate o ristrutturazioni delle scuole cittadine. A causa di un enorme errore strategico e imprenditoriale, unito alla mancanza di una visione a lungo termine sulla gestione, si è arrivati all’attuale castello di carte. E bisogna ricordare che anche le società pubbliche possono fallire; se non si cambia passo, è probabile che il Comune di Imola debba chiuderla per evitarne il tracollo»
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