Santerno devastato: l’ecosistema sacrificato all’Autodromo e la battaglia legale degli ambientalisti

Un ecosistema distrutto per tutelare l’area Paddock

Il prezioso ambiente fluviale del Santerno, nel suo tratto cittadino, è stato devastato per chilometri, completamente privato di ogni forma di vita, lasciando un paesaggio veramente angosciante. Soprattutto, sconcerta il fatto che questo scempio non risulta affatto apportare benefici consistenti e sufficiente sicurezza idraulica per la città. A spiegarlo, in un comunicato stampa, è Legambiente.

Infatti, gli atti del progetto parlano esplicitamente di “compensazione” degli effetti del muro dell’autodromo. E ancora più chiara è la premessa del progetto esecutivo nella quale si legge che l’incarico alla società specializzata scelta, è quello di predisporre un progetto di interventi atti ad evitare futuri allagamenti dell’area Paddock, evitando al contempo il peggioramento delle condizioni di sicurezza pre-esistenti nei quartieri adiacenti al fiume Santerno. Quindi, non una reale messa in sicurezza del territorio, ma interventi accessori funzionali alla costruzione del muro perimetrale dell’autodromo. Interventi realizzati a discapito degli habitat ripariali e golenali e dell’equilibrio dell’ecosistema fluviale.

Falsa sicurezza idraulica e spreco di fondi pubblici

Altra grave pecca è l’ulteriore artificializzazione del fiume, con massi di proporzioni inadeguate che saranno scardinati dalla prima piena e rive glabre che possono solo essere erose, proclamando una falsa sicurezza. Condizione che costringerà una manutenzione continua, con maggiori costi che vanno previsti in eterno. In sostanza abbiamo pagato 8 milioni di euro di soldi pubblici per farci del male.

La messa a dimora di alcuni piccoli fuscelli in questi giorni, rende ancora più evidente la sproporzione fra il rimedio e quanto è stato sottratto ai cittadini.

L’azione legale e l’esposto al Ministero dell’Ambiente

Quanto è successo e sta accadendo a Imola non deve più accadere, se minimamente si tiene al benessere degli abitanti delle città. Per questo motivo Legambiente ImolaMedicina ed altre associazioni ambientaliste, del territorio e non, hanno intrapreso, con il patrocinio dell’avvocata Virginia Cuffaro, delle iniziative legali volte a censurare l’abbattimento di alberi che è stato eseguito sulle sponde del fiume Santerno.

In particolare, oltre a quanto inoltrato presso la Procura della Repubblica competente, è stata presentata una richiesta di intervento al Ministero dell’Ambiente chiedendo di intervenire in merito a questi abbattimenti e di accertare l’entità e la responsabilità del danno ambientale causato. La richiesta di intervento è supportata da autorevoli pareri tecnici, che hanno accertato l’assenza di benefici sul lungo termine di tale drastico e sproporzionato intervento, ma anzi la sua estrema portata dannosa in termini di perdita di biodiversità e di servizi ecosistemici.